Storia del Maestro… e il legno prende vita e forma…

"La Pietà del Maragliano".

Nasce a nel 1664 il più grande scultore del suo tempo. Entra giovanissimo, in qualità di apprendista, nella bottega dello zio Gio Batta iniziando a copiare le opere del Bissone.

A soli ventiquattro anni il possiede già una bottega tutta sua sita in Via Giulia (attuale Via XX Settembre) e diviene maestro indiscusso delle sculture lignee.

La sua scuola produrrà casse processionali, crocifissi, sculture sacre in tutta la ma la sua fama varcherà i confini della Repubblica esaudendo commesse per diverse città spagnole, Cadice e Siviglia in particolare.

oratorio di S. Agostino Savona incoronazione di spine
“Oratorio dei SS. Agostino e Monica in Savona. Cassa processionale della incoronazione di spine”.

 

Grande amico del pittore Domenico che aveva il suo studio nella poco distante Salita San Leonardo, incontra e apprezza il concittadino Filippo Parodi e il marsigliese Pierre Puget, anch’essi scultori di prim’ordine.

Come il Piola nella pittura e il Parodi nel marmo, Anton Maria rivoluziona l’arte del legno anticipando gli stilemi del Barocco genovese.

Fra le innumerevoli opere, quelle forse più care e note ai genovesi, sono le statuine del presepe e la celeberrima Pietà, entrambe custodite nel Santuario della Madonnetta.

"Particolare del presepe".
“Particolare del presepe”.

 

Dopo oltre cinquant’anni di arte sacra portata ai massimi livelli Maragliano, di ritorno da uno dei suoi frequenti viaggi in Spagna, nel 1739 si spegne nella sua Genova. A raccoglierne la preziosa eredità artistica, oltre ai discepoli della sua bottega Agostino Storace e Pietro Galleano, sarà l’allievo di quest’ultimo Pasquale Navone, il vero continuatore della feconda tradizione scultorea genovese.

 

"Cristo bianco in San Bartolomeo degli Armeni".
“Cristo bianco in San Bartolomeo degli Armeni”.

 

 

4 pensieri riguardo “Storia del Maestro… e il legno prende vita e forma…”

  1. Ho avuto la fortuna di vedere e toccare con mano un presepe, ora di questo grande maestro. La famiglia che lo possedeva, usava esporo durante il periodo natalizio.
    Mi sono chiesta molte chi fosse l’autore degli splendidi e accurati abiti seicentesco, che vestiva le statuine.

    1. Le statuine sono il sunto della tradizione di quasi un secolo della scuola genovese. Le prime sono del Bissone, alcune del Maragliano e di artisti della sua bottega, altre del Pedevilla, altre ancora del tirolese De Scopt. La straordinaria scenografia con l’accurata riproduzione di palazzi e monumenti è opera di Roberto Tagliati negli anni ’70 del secolo scorso.

  2. Io conosco ben poco il Maragliano e ti ringrazio davvero avere esposto dettagliatamente il percorso della sua vita e delle sue opere.

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