La lapide di Barrili

All’angolo con via ai Quattro Canti di San Francesco, proprio all’imbocco di via Garibaldi, è affissa una lapide marmorea con tanto di sporgente busto dedicato ad Anton Giulio Barrili.

Costui oltre che essere un garibaldino e politico fu uno scrittore e giornalista fondatore del Caffaro, un quotidiano assai in voga a quel tempo.

Difficile leggere il testo celebratorio a corredo della tavella.

Per ammirare tale scultura bisogna infatti alzare parecchio lo sguardo e solo così si potranno notare una lira e una spada appoggiati sopra un fascio littorio.

La scultura venne realizzata nel 1910 da Vittorio Lavezzari, allievo dello Scanzi e futuro professore dell’Accademia ligustica di Belle Arti, uno dei principali innovatori dello stile liberty.

In Copertina: la lapide di Anton Giulio Barrili.

Edicola in Vico Sotto le Murette

In Vico Sotto le Murette ci si imbatte nella settecentesca edicola della Madonna della Misericordia. La statua marmorea della Vergine rappresentata a braccia aperte è ricoverata all’interno di una profonda nicchia con la volta a forma di conchiglia. Dal moncone in basso a destra s’intuisce la presenza della figura, oggi sparita, del Beato Botta.

A sua volta la scena è incorniciata da una fastoso ed elaborato tabernacolo barocco in stucco.

A detta degli esperti l’edicola è stata oggetto di un dozzinale restauro che ha deturpato, con tagli sommari alle volute del drappeggio e con il ripristino approssimativo degli angioletti, l’opera originale.

Edicola in Salita San Matteo angolo Vico Fiascaie

In Salita San Matteo all’angolo con Vico delle Fiascaie si trova la settecentesca edicola della Madonna dell’Immacolata Concezione.

Realizzata con stucchi policromi in classico stile barocco l’edicola in origine presentava ai lati due portalampada devozionali in ferro battuto e alcuni elementi, come ad esempio la raggiera lignea, dorati.

Il Vico delle Fiascaie trae origine secondo alcuni dall’ufficio incaricato di stabilire i prezzi dei vini situato nella vicina Salita del Fondaco, secondo altri dalla presenza in loco di una fabbrica o rivendita di fiaschi.

Edicola di Madonna di Città

In Vico Casana, angolo Via David Chiossone, è affissa la settecentesca edicola della Madonna di Città detta anche Madonna Regina di Genova.

Si tratta, in un trionfo di decori in stucco, teste di cherubini, volute e disegni floreali di un classico esempio di barocchetto genovese: dalla nicchia sporge la statua marmorea secentesca della Vergine incoronata con in braccio il Bambino benedicente, anch’esso dotato di corona.

Alla basse del tempietto il cartiglio recita:

Svb Tvvm Praesidivm.

L’origine del toponimo Vico Casana risale al turco “Chasana” che significa “stanza del tesoro” riferito al sultano di Costantinopoli e associato poi nel Medioevo all’istituto creditizio del Monte dei Pegni.

Via David Chiossone invece rimanda al nome del medico e scrittore di racconti popolari ottocentesco fondatore dell’omonimo ospedale per ciechi.

Edicola in Sottoripa

In Sottoripa all’altezza del civ. 17r. alzando lo sguardo sopra le saracinesche degli esercizi commerciali si può ammirare quel che rimane dell’edicola settecentesca della Madonna Assunta. Purtroppo l’elaborato tabernacolo barocco, i cui decori sono solo intuibili, risulta in pessime condizioni.

Non si hanno notizie del dipinto originario che è stato sostituito con una dozzinale riproduzione della Madonna della Guardia.

Madonna con Bambino e il Battista

In Via del Molo nel cortile della canonica di San Marco al Molo si trova l’edicola della Madonna col Bambino e il Battista con un pastorello. Fra i vari decori in intarsi e marmi policromi della scena piuttosto elaborata si notano un falce per mietere il grano, dei cherubini alati e il monogramma di Maria.

Come ci ricorda il piccolo cartiglio posto sotto il tabernacolo l’edicola fu salvata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale dai lavoratori portuali del silos granario:

“I Lavoratori / del Silos Granario/ ed / I Cappellani del Lavoro /  nel 50° di fondazione / 1943 – 1993.

L’edicola era infatti un tempo posta nel silos granario di Ponte Parodi.

Edicola di Piazza Rovere

Nei pressi di Salita Santa Caterina ci si imbatte nella graziosa Piazza Rovere intitolata all’omonima illustre famiglia che diede alla Repubblica un doge, Francesco Maria nel biennio 1765 – 1767 e al mondo due Papi: il cardinale   Francesco, passato alla storia con il nome di (dal 1471 al 1484) Sisto IV e il cardinal Giuliano, (dal 1501 al 1513) con quello di Giulio II.

Qui, al civ. n. 1, s’incontra la secentesca edicola della Madonna della Misericordia. Contrariamente alla maggior parte delle edicole del tempo, sfarzose espressioni del Barocchetto genovese, questa si fa notare per la sua fattura semplice ed elegante. Il tempietto squadrato in marmi policromi infatti raccoglie la statuetta della Vergine in una poco profonda nicchia a volta senza fronzoli.