Storia di un saccheggio…

e di un modo di dire che è divenuto proverbiale…
Nell’anno 218 a.C., durante la , alleata di Roma, subisce l’imprevisto e violento attacco di , fratello minore dei più celebri condottieri Asdrubale e Annibale.
Il Generale, come ci racconta lo storico , parte dalle Baleari e si presenta nel Golfo di Genova al comando di trenta navi in assetto da guerra, un numero imprecisato di imbarcazioni varie, dodicimila fanti e duemila cavalieri.

"Seconda guerra punica, scontro navale".
“Seconda guerra punica, scontro navale”.

Distrugge, devasta e saccheggia la città che, parole sue: “non merita di essere risparmiata perché priva di una buona vigna” (il nostro vino gli era parso infatti aceto).
Il bottino viene trasportato fra le mura della fedele alleata (forse da qui inizia la millenaria rivalità).
Roma riconoscente per il suo sacrificio nel 203 a.C. contribuirà alla ricostruzione di quella che diventerà la Signora del Mare, inviando mezzi e uomini al comando del Console .
Da qui, ancora oggi, nell’immaginario dei genovesi e non solo, avere il magone, cioè quel doloroso groppo alla gola, ricorda la paura e l’ansia provate in quella funesta circostanza.

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