“La Torre invisibile”…

"La Torre dei Piccamiglio spunta e veglia su Via del Campo". Foto di Agnese Barbara Cittadini.

La famiglia dei Piccamiglio originaria della Germania, all’incirca dall’anno 1000, si trasferì sui lidi della nostra città. I loro membri fecero fortuna con il commercio e la navigazione e ricoprirono svariati ruoli ed incarichi di prestigio. Ad esempio nel 1344 Corrado assunse il titolo di “almirante” per il re di Cipro. Nel 1414 formavano uno dei 74 alberghi, l’istituto che sarà poi rinnovato e razionalizzato (ridotti a 24) nel 1528 da Andrea Doria. Da quel momento in poi, ascritti, entrarono nell’orbita dei Calvi. Si estinsero poi nel corso dei secoli ma del casato non se ne è perso il ricordo grazie alla torre superstite che si trova in Via del Campo lato mare, impostata sull’arcata che introduce in Vico San Marcellino.

“La ancora oggi svetta sui tetti della Ripa maris”. Foto di Leti Gagge.

Alta circa 38 metri suddivisi in otto piani, di cui i primi cinque in pietra di Promontorio, in laterizio gli ultimi tre, fu costruita a difesa della sottostante chiesa di San Marcellino e delle numerose proprietà famigliari nel quartiere.

In realtà quasi da subito la torre più che militare, ebbe funzione residenziale. Secondo la storiografia ufficiale venne edificata nel 1437 dall’architetto Giovanni Zerbi. Studi più recenti, basati sull’analisi “mensiocronologica” dei laterizi, hanno però evidenziato come la datazione più probabile sia duecentesca, compresa fra il 1260 e il 1280 e, quindi nel ‘400, solo ristrutturata.

“Primo piano della torre”. Foto di Leti Gagge.
“Sempre la torre da un altro punto di vista”. Foto di Leti Gagge.

Oggi risulta inglobata nei palazzi adiacenti e costituisce tipico esempio di quelle meraviglie nascoste che a si possono ammirare solo camminando con il naso rivolto all’insù.

Osservandola da Vico San Marcellino si possono comunque notare l’arco a sesto acuto in pietra, i fregi marmorei del sottotetto, le finestrelle con cornice a sesto tondo in laterizio della torre e le tre relative scenografiche merlature che includono il fastigio.

“Edicola di Madonna con il bambino in Vico San Marcellino”.

Incastonata sotto l’arco si può infine ammirare una Madonna col Bambino. Un bassorilievo in pietra nera di Promontorio per cui lo scultore ha modellato un tempietto classico con timpano triangolare e fregi.

La torre, proprio come Genova, non si mostra a tutti. La trovi solo se la cerchi.

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