“Una città sepolta da scoprire e rivalutare”.

Negli ultimi mesi del 2021 durante i lavori di preparazione per i la sistemazione del Museo della Città di Genova nella cinquecentesca Loggia dei Mercanti in Piazza Banchi è emerso uno straordinario ritrovamento archeologico.

Reperti. Foto di Armando Pittaluga

“Ad oggi il cantiere di scavo condotto dalla Soprintendenza ha messo in evidenza due isolati della città medievale, sepolti al momento della costruzione della Loggia nel 1595, separati da vicoli e fiancheggiati da un’antica strada, corrispondente all’attuale via degli Orefici. L’eccezionalità del rinvenimento consiste nello straordinario stato di conservazione degli ambienti, sigillati al momento dell’abbandono: una bottega e un fondaco, conservato con elevati che superano i 3 m di altezza. Al loro interno le strutture di approvvigionamento idrico (condutture, canalizzazioni, pozzi e cisterne) e gli apprestamenti per le attività commerciali e artigianali (banconi che sostenevano tavolati di lavoro e di stoccaggio delle merci).

Scavi. Foto di Armando Pittaluga.

La lettura delle stratigrafie murarie consente di valutare come il primo impianto medievale possa risalire già alla metà del XII secolo, cui seguirono successive modifiche e ristrutturazioni fin quasi al momento della demolizione alla fine del ‘500. La ricerca d’archivio, ancora in corso, ha consentito di individuare la proprietà degli immobili appartenente ad antichi gruppi nobiliari (gli Usodimare, i De Nigro e gli Imperiale), e ricostruire la maglia insediativa di questo specifico settore della città, centro della vita economica e finanziaria, con le attività dei notai, dei cambi valuta e le vendite pubbliche all’asta, tra cui le famose compere del Banco di S. Giorgio.

Strade, porte, scale, muri. Foto di Armando Pittaluga.

Si tratta di un sito medievale di grande valore, collocato in un contesto urbano eccezionale, che lascia presagire ulteriori nuove e interessanti scoperte che permetteranno di arricchire la storia della città nelle epoche più remote: dagli scavi emergono infatti le prime strutture e i livelli di vita di epoca romana, ricchissimi di frammenti di anfore provenienti dalle navi che attraccavano in porto, testimonianza preziosa di come la zona di Banchi attraverso i secoli abbia svolto il fondamentale ruolo di crocevia strategico tra il porto e la città.”.

Il sito da un altro punto di vista. Foto di Armando Pittaluga.

La descrizione, nelle parti a mio parere più significative, è presa dal sito del Comune di Genova:

https://smart.comune.genova.it/comunicati-stampa-articoli/eccezionali-scoperte-archeologiche-alla-loggia-di-banchi

Per tre giorni, a partire dal 17 febbraio, il sito sarà aperto al pubblico. Grazie ad Armando Pittaluga e Lorenza Rossi per la loro preziosa testimonianza fotografica.

Proprio il 17 febbraio del 2017 se ne andò il Professore che per primo intuì le straordinarie potenzialità della nostra città.

“Una città sepolta da riscoprire e rivalutare”

Cit. Ennio Poleggi professore, storico (Genova 1927-2017).

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