Quando nei primi anni ’60 del secolo scorso iniziarono i lavori di riqualificazione della zona di Piccapietra nel sestiere di Portoria.
Quando al posto degli scalpellini che lavoravano da secoli pietre, marmi e ardesie, si sostituirono i picconi del progresso.
Furono cosi abbattuti l’Ospedale di Pammatone e quello degli Incurabili, l’Oratorio delle Casacce, la chiesa di San Colombano e tutti i caruggi circostanti.
Dalle mappe, fra gli altri, sparirino: via Piccapietra, salita Cannoni, via dei Tintori, vico Pevere e vico delle Fucine.
Quando anche la Vecchia Porta Aurea, da cui il nome Portoria del sestiere, era ormai accerchiata e prossima al vergognoso atterramento.
In Copertina: la demolizione in Piccapietra di Porta Aurea.

Una vergogna. Io sono nato appena prima(1957)e per tutta la vita ho avuto il rimpianto di non averla vista com’era. La stessa vergogna della demolizione di corte Lambruschini e del mercato dei fiori. In compenso abbiamo salvato a costi proibitivi “The tube” no, non la metropolitana di Londra, ma quell’oscena ciminiera di fianco alla Sopraelevata. Tanto brutta che l’hanno anche dipinta in mimetico. E che dire di Ponte Reale, le Terrazze di marmo, Castello Raggio. Ma si… facciamoci del male e adesso buttiamo pure giù la Sopraelevata, forse la strada panoramica urbana più bella del mondo…