Salita Coccagna

Nel cuore di Ravecca si trova la salita della Coccagna.

Sull’origine del toponimo sono state formulate diverse ipotesi:

secondo alcuni deriverebbe dal nome dell’omonima famiglia che aveva possedimenti in zona; secondo altri dalla tradizione di innalzare alberi della cuccagna durante le feste popolari.

Molto più probabilmente invece la genesi del caruggio sarebbe riconducibile alla voce dialettale cocagna che indica la sommità di un colle.

In effetti Salita della Coccagna rappresenta proprio il punto più in alto del tratto di mura del Barbarossa, detto delle murette, che degrada fino a via Ravasco.

Vi è inoltre un’altra ipotesi forse poi cosi non bizzarra legata al commercio delle polveri coloranti che Genova importava anticamente anche da diverse zone dell’alta Lombardia. Si trattava soprattutto di pigmenti blu destinati alla tintura dei tessuti: ne sono una testimonianza le celebri tele religiose in “jeans” del Cinquecento oggi conservate al Museo Diocesano.
Per agevolarne il trasporto, queste polveri venivano compresse in piccole sfere chiamate coccagne. Non sorprende quindi che fossero immagazzinate proprio nella zona del Colle, considerata all’epoca una delle aree meno umide della città e dunque ideale per la conservazione di merci sensibili. Nella stessa zona trovavano infatti posto anche cereali e altre derrate alimentari.

Meritevoli di citazione nel vicolo sono un pregevole Medaglione con Madonna col Bambino, all’angolo con Passo delle Murette una settecentesca edicola sempre di Madonna con Bambino in sconcertante abbandono e, poco più avanti, resti di truogoli in pietra addossati al camminamento di ronda delle mura.

In Copertina: Salita della Coccagna. Foto di Stefano Eloggi.

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