Edicola in Vico Sotto le Murette

In Vico Sotto le Murette ci si imbatte nella settecentesca edicola della Madonna della Misericordia. La statua marmorea della Vergine rappresentata a braccia aperte è ricoverata all’interno di una profonda nicchia con la volta a forma di conchiglia. Dal moncone in basso a destra s’intuisce la presenza della figura, oggi sparita, del Beato Botta.

A sua volta la scena è incorniciata da una fastoso ed elaborato tabernacolo barocco in stucco.

A detta degli esperti l’edicola è stata oggetto di un dozzinale restauro che ha deturpato, con tagli sommari alle volute del drappeggio e con il ripristino approssimativo degli angioletti, l’opera originale.

Tramonto sul Porto

“Un cupo rossore infuocava le facciate marmoree dei palazzi ammassati lungo le pendici di un’arida collina il cui spoglio crinale tracciava, alto sul cielo che imbruniva, un rigo luminoso e spettrale. Il sole invernale tramontava sul golfo di . Oltre la costa a oriente il cielo era come vetro scuro. Anche il mare aperto aveva un aspetto vitreo, e sulla sua superficie rossastra la luce della sera indugiava come incapace di staccarsene. Le vele di alcune feluche alla fonda apparivano rosee e allegre, immobili nell’oscurità crescente. Tutte puntavano la prua verso la Superba. All’interno del molo, che era lungo e terminava con una tozza torre rotonda, l’acqua del porto si era fatta nera”.

Cit. Joseph

Edicola in Salita San Matteo angolo Vico Fiascaie

In Salita San Matteo all’angolo con Vico delle Fiascaie si trova la settecentesca edicola della Madonna dell’Immacolata Concezione.

Realizzata con stucchi policromi in classico stile barocco l’edicola in origine presentava ai lati due portalampada devozionali in ferro battuto e alcuni elementi, come ad esempio la raggiera lignea, dorati.

Il Vico delle Fiascaie trae origine secondo alcuni dall’ufficio incaricato di stabilire i prezzi dei vini situato nella vicina Salita del Fondaco, secondo altri dalla presenza in loco di una fabbrica o rivendita di fiaschi.

Edicola archivolto Vico San Raffaele

Tra Via San Luca e Vico San Raffaele sotto l’archivolto si rimane abbagliati dalla maestosa edicola settecentesca della Madonna col Bambino.

Vico San Raffaele trae il nome dalla chiesa gentilizia dei Dinegro Demari sconsacrata e trasformata in magazzino nel XIV sec.

L’edicola in stucco policromo presenta un classico tabernacolo con timpano curvo spezzato. che si inserisce in una cornice assai scenografica e ricca di elementi: cherubini alati, decori floreali, sinuosi drappeggi che disegnano il profilo della stessa fino a curvarsi nell’arco sottostante.

Spettacolare l’angelo che spunta sotto il tettuccio a reggere il drappo sotto il quale si dipana la scena.

Peccato per i soliti irrispettosi cavi penzolanti.

Il cartiglio recita:

Cvm Illa / Dominvs in Veti / Onem Inimorvm / Nostrorvm.

Edicola di Salita Re Magi 2

In Salita dei Re Magi al civ. n. 2 si possono ammirare sia un bel portale che la settecentesca edicola della Madonna col Bambino e San Giuseppe. Il marmoreo medaglione originale è stato rubato ed è stato sostituito con un calco di quello altrettanto pregevole di Vico del Fico n. 9.

Nella composizione originale non comparivano né le nuvole né il piccolo angelo volante e il fondo era piatto.
La Vergine – come nella versione attuale – era rappresentata in piedi nell’atto di porgere il bambino al Santo che, a differenza di quanto vediamo oggi in una postura di stupore, era in ginocchio e assorto in preghiera.

Meriterebbe apposita lapide ricordare che in questa casa il 30 dicembre 1774 ebbe i natali il celebre poeta dialettale e archivista della repubblica .

Edicola Via del Campo angolo Santa Sabina

In Via del Campo all’angolo con Vico superiore di santa Sabina si incontra l’edicola della Madonna della Misericordia datata XVII – XVII sec.

Si tratta di una struttura a tempietto in stucco policromo in cui la nicchia è delimitata da lesene con motivi floreali e da una impattante trabeazione sporgente ad arco tondo. Il grande cartiglio vuoto è decorato con riccioli, frutti e fiori.

La statua originale della Vergine è stata sostituita con un fedele calco della stessa.

Peccato per l’irrispettoso sovrastante groviglio di cavi che denota scarsa attenzione al patrimonio artistico cittadino.

“Passalento”.

“Da Voltri a si vedono sempre case, tutto annuncia una grande città. Presto il porto appare e si vede la bella città seduta ai piedi delle montagne. Il faro della , come un minareto, dà all’insieme qualche cosa di orientale e si pensa a Costantinopoli”.

Cit Gustave Flaubert.

“Signore di questo porto

vedi mi avvicino anch’io

vele ancora tese

sono io”.

Cit. da Passalento di Ivano Fossati.

Edicola di San Vincenzo Ferreri

All’incrocio fra Via San Luca e Vico Orti di Banchi si trova una settecentesca edicola di particolare rilevanza perché attribuita al noto scultore Niccolò Traverso.

Nel medaglione marmoreo inserito in una scenografica raggiera l’autore celebra un episodio della vita di San Vincenzo Ferreri mentre viene omaggiato da alcuni miracolati.

Vincent Ferrer era un predicatore domenicano originario di Valencia che nel ‘300 soggiornò a lungo a e fu ospite nel convento di San Domenico sito un tempo nell’odierna Piazza De Ferrari.

Alla base della mensola l’epigrafe recita:

S. Vincentio Ferrerio / Miracvlorvm Gloria Clarissimo / Vicinae Pietas / 1747.