Via del Molo si sviluppa sull’omonimo promontorio che per secoli ha costituito sicuro baluardo per il naviglio del primitivo porto.
Nel tempo il molo naturale è stato a più riprese prolungato e protetto con possenti mura sia verso il mare (mura del molo e della Malapaga), sia all’interno (Baluardo).
Nel ‘500 le mura vennero ulteriormente rafforzate e puntellate dall’edificazione della Porta del Molo vecchio (che molti erroneamente chiamano Siberia o Cibaria), progettata dall’Alessi.
Il quartiere un tempo sede di bottai, fabbri e di tutte quelle attività legate agli arredi e alle riparazioni navali è tuttora ricco di testimonianze storiche.
Fulcro delle attività marittime qui si costruivano, con la benedizione della vicina chiesa di San Marco al Molo, anche proiettili e cannoni per la Repubblica.
Nel ‘600 le attività superstiti si trasferirono nella ripa cultellinorum (attuali portici di Via Turati) e in Darsena.
Gli edifici vennero adibiti a magazzini annonari: del sale, del grano, dell’Abbondanza.
In copertina: Via del Molo. Foto di Leti Gagge.
