In via del Campo n. 10 si trova palazzo Bartolomeo Invrea, noto anche come palazzo Cybo dal nome dei precedenti proprietari.
Pur essendo un edificio di pregio non presenta un portale monumentale ma una semplice sottile cornice marmorea con una minuscola maschera demoniaca alla sommità dell’arco.

Il prospetto è arricchito da elementi decorativi dipinti a fresco con eleganti motivi architettonici.
A restituire importanza al Palazzo ci pensa l’atrio dotato di uno scalone colonnato che conduce al cortiletto sopraelevato.
Ai due lati due busti marmorei in nicchie e due medaglioni con lo stemma del casato.
Ma il vero protagonista è, posta al centro della scena, la statua di Scipione l’Africano.
Recita il cartilio:
Pvblius / Scipio / Africanus / Reipublicae Propvgnator.
Sul primo ballatoio si notano i resti di un ninfeo
Sotto allo scenografico scalone una lunga galleria porta invece all’altro corpo del Palazzo che si affaccia su via Gramsci. Curiosamente qui l’edificio cambia nome ed è censito come palazzo Cellario dove, durante lavori di restauro, nei primi anni duemila sono stati rinvenuti preziose decorazioni a fresco secentesche, opera di Paolo Brozzi, detto il Bolognese: un trionfo di armi, trofei, erme, cornucopie, conchiglie, elementi floreali e marini.
In copertina: statua di Scipione l’Africano. Foto dell’autore.
