Vico Stella

Tra Via Luccoli e Piazza Fontane Marose si trova .

L'origine del toponimo del caruggio è sconosciuta. Tuttavia gli esperti concordano sulla tesi che la genesi di vico Stella non sia da confondersi con quella dell'omonima piazza legata invece al nome della nobile famiglia degli Stella.

Gli Stella furono infatti notai e storiografi e annoverarono fra le loro fila Giorgio e Giovanni due importantissimi annalisti continuatori dell'opera del Caffaro.

Curioso poi il fatto che in Ravecca esistesse un caruggio con quasi identica intestazione. L'odierno vico delle Fate infatti fino al 1868 era registrato anch'esso come Vico della Stella.

In Copertina: Vico Stella. Foto di Stefano Eloggi.

“In Sottoripa”

“La via di Camilla per piazza Stella caracollava ora spedita sotto le volte scure di Sottoripa. Non c'era da aver paura, ora, di niente, ma da fare tanto di occhi così.

Chi avrebbe potuto raccontarlo l'emporio di Sottoripa, chi ci avrebbe creduto tra l'Ogliastra e le Baronie? Il sole basso del mattino d'inverno sforacchiava con fasci di luce iridata di pulviscolo le tende di ogni colore e sbiaditura che tenevano il vento verso mare, e infarinava di giallino una lunga galleria sorretta da colonne e da pilastri di ogni arte e fantasia.


Non avevano mai voluto mettersi d'accordo tra di loro i mastri muratori che avevano innalzato un secolo via l'altro la palizzata di Sottoripa, la rincorsa di e castelli e palazzi pigiati l'uno a fianco all'altro per un chilometro e più che anticamente si faceva sciacquare le lastre dei porticati dalla risacca di scirocco che penetrava nella vecchia Darsena.

Né era sembrato onorevole ai patrizi e ai ricchi della avere riguardo per l'opera del vicino e consonare con uno sforzo d'armonia le architetture. Perciò, indissolubilmente inchiavardati tra loro, sfilavano davanti agli occhi attoniti del mondo che si affacciava al della Superba i capricci di stile e di ripicca di gusto romanico, moresco, franco e pisanino, gotico prudente e gotico svettante, barocco, avignonese, castrense e chissà cos'altro ancora.

Le colonne dei portici naturalmente erano il vanto dei loro padroni; una doveva invidiare l'altra, e dai capitelli sgorgavano, in perpetuo malcontenti della pietra che frenava i loro furori, tutto il serraglio degli animali esotici e dubbi che dovevano montare la guardia alle magnificenze dei piani superiori”.

Cit. Da “La Regina disadorna” del 1998 di Maurizio . Scrittore.

In Copertina: Scorcio di Sottoripa.

Foto di Stefano Eloggi.

Piazza Stella

prende il nome dall'omonima colta famiglia di parte ghibellina che diede alla notai e storiografi. Tra questi Giorgio, il più celebre, fu illustre annalista continuatore dell'opera del . I suoi resoconti coprirono il periodo dal 1290 al 1420 mentre il figlio Giovanni ne riscrisse una parte completandoli fino al 1435.

Nella piazzetta si notano subito le due grandi arcate ogivali in pietra del XIII sec. e il portale in pietra nera del XV – XVI sec  del civ. n. 5. Si tratta della loggia e del portone del del casato. Scolpito quest'ultimo nel 1506 dal Maestro Giacomo da Campione fu concepito a lesene con medaglioni imperiali e conchiglie alle estremità.

Il fregio dell'architrave presenta al centro l'agnello di Dio e ai lati stemmi abrasi su sfondo floreale.

A fianco il medaglione marmoreo della con inginocchiato il Beato Botta. L'intelaiatura di contorno è completamente abrasa e rimane solo, sul timpano sicuro dell'edicola, una solitaria testa di angioletto alato.