Quando in Vico Tacconi c’erano ancora le mampæ (i pannelli a specchio alle finestre per deviare la luce del sole dentro casa).
Quando il caruggio brulicava di vita e ci si fermava sui gradini a parlare o a chiedersi un po’ di sale tra vicini.
Quando dai portoni usciva il profumo del pesto al mortaio e dal fornaio quello della focaccia calda.
Quando dentro le stanze la luce riflessa illuminava la cucina, i pavimenti in graniglia e la vita che scivolava nella lenta quotidianità.
Quando i cesti di vimini calavano dai balconi legati a una corda, portando su il pane fresco, la spesa o un biglietto lasciato al volo.
Quando Vico Tacconi viveva del lavoro delle botteghe e delle voci tra una finestra e l’altra, prima che le serrande abbassate cambiassero il quartiere.
In Copertina: Vico Tacconi. Scatto del celebre fotografo Degoix, 1880 circa.
