In ottemperanza all’ articolo 21 del TFUE e alla Direttiva 2004/38/CE che consentono la libera circolazione e il soggiorno senza controlli alle frontiere interne (Trattato di Schengen) del foresto.
Informo, al fine di identificare il longobardo durante il suo soggiorno sul nostro territorio, la cittadinanza di quanto segue:
Decalogo per identificare il milanese sulle spiagge liguri
- La “È” aperta è il suo marchio di fabbrica.
Lo riconosci prima ancora di vederlo: “Bèllo!”, “Vèro!”, “Pèsca!”. L’eco arriva fino alla battigia e i peli del tuo avambraccio si rizzano immediatamente in segno di allerta - Mette “il” davanti a ogni nome proprio.
“Il Marco”, “la Silvia”, “il Giovanni”. Persino Nettuno, se fosse milanese, diventerebbe “il Nettuno”. - Indossa le immancabili scarpette acquatiche.
Per affrontare tre sassolini è equipaggiato come un incursore della Marina della XMAS. - Pianta l’ombrellone trivellando la spiaggia.
Non lo infila: apre un cantiere. Se avesse un trapano a percussione lo userebbe senza esitazione. - Si cambia il costume dopo ogni bagno.
Ore 10: costume n.1. Ore 11: costume n.2. Ore 12: costume asciutto “per stare comodi”. - Ha una paura atavica delle meduse.
Ne avvista una a cinquanta metri e lancia l’allarme generale, trasformando un innocuo bagno in un’evacuazione di massa. - È convinto che il vero pesto sia senza aglio.
Lo dice con assoluta sicurezza, ignorando gli sguardi sconvolti dei liguri presenti. - Arriva in spiaggia con un carico da spedizione himalayana.
Carrellino, zaini, frigo, tre borse, soup, gonfiabili, racchettoni e viveri per una settimana - Chiede ogni cinque minuti: “Ma il mare oggi è freddino?” (naturalmente con la E aperta).
Anche quando l’acqua è a 27 gradi. - Occupa il posto all’alba… ma entra in acqua solo dopo un lungo studio delle condizioni.
Osserva onde, vento, temperatura e fondale come un oceanografo per poi bagnarsi solo fino alle ginocchia.
- Non capisce perché la spiaggia sia fatta di sassi.
Dopo dieci minuti di permanenza pronuncia la fatidica frase: “Ma scusa… non potevano mettere un po’ di sabbia?” Come se bastasse una riunione del Comune per risolvere milioni di anni di geologia.

Vi AMO.
Da Milanese.
Grazie Sonia… Spero sia chiara la mia affettuosa ironia.