Sul portone di via San Bernardo 8r c’è un sovrapporta scolpito nella tipica pietra nera genovese, la pietra di Promontorio, estratta dalle cave di San Benigno.
Il rilievo risale al Quattrocento ed è opera dei maestri caronesi, scultori giunti da Carona — sul Lago di Lugano — che hanno firmato molti dei portali più significativi della città. La scena raffigura quattro guerrieri in armatura messi a guardia dell’ingresso, con due piccoli alberi scolpiti sullo sfondo.
Al centro della composizione c’è uno stemma, ma la pietra è completamente liscia. Nel 1797, con i decreti giacobini, venne ordinato di cancellare le insegne nobiliari dai palazzi: qualcuno è salito su una scala e ha scalpellato via il blasone di famiglia, lasciando la superficie abrasa.
All’epoca via San Bernardo era un’arteria fondamentale per la vita cittadina, dominata dai grandi palazzi dei casati più potenti della zona, come i Sauli, i Giustiniani o i De Franchi. Il rilievo serviva a mostrare il prestigio di chi abitava all’interno; proprio a causa di quel blasone raschiato oggi non abbiamo la certezza di quale di queste famiglie ne fosse proprietaria, ma i quattro guerrieri dei maestri lombardi continuano a fare la guardia al loro ingresso.
In copertina: Foto di Anna Armenise.
