Storia della “Gattafura” (la torta pasqualina) …

Con questo curioso titolo era nota, secoli fa, la torta pasqualina e in generale le .
Per la prima volta così nominata nel quattordicesimo secolo dal letterato milanese Ortensio Lando che la incluse nel suo “Catalogo delli inventori delle cose che si mangiano et si bevano”.
Evidentemente ai gatti doveva essere piaciuta molto questa torta erbacea a base di bietole, formaggio, uova e… prescinseua, ma anche l’umanista doveva esserne rimasto soddisfatto per esclamare: “A me piacque più che all’orso il miele”.
Questa torta salata veniva preparata per la festa pasquale rivestita, secondo la tradizione, di ben trentatré strati di sfoglia, in omaggio agli anni di Cristo.


Ne esistevano almeno un paio di varianti ma l’originale, anche se in molti pensano il contrario, non prevedeva i carciofi, bensì le bietole perché più economiche e facilmente reperibili presso le besagnine, rispetto alle più costose, perché fuori stagione, articiocche (carciofi).
Ancora oggi, nelle ormai rare Sciamadde, cosiccome sulle tavole della festa, non può mancare, per resuscitare gli appetiti, la Regina delle torte salate.