Il campanile di S. Stefano

Il campanile medievale di S. Stefano un tempo era parte della precedente chiesa longobarda di San Michele e prima ancora una torre militare del presidio arimannico cittadino.

“È un diffuso e impalpabile rumor di mare, quello che senti o ti par di sentire tra le navate nere di secoli e di semitenebra, ch’è anche, per chi abbia orecchio esercitato ad intenderlo, sommesso brusio di traffici e di lucri: di cantieri in opera lungo i due corni della città, nonchè di gravi sirene mercantili, le quali da navi che vengono e vanno, e sempre profonde come bassi d’organo, specie di notte fanno vibrare le invetriate, quando placatosi il concerto delle gru, dei magli e delle perforatrici, odi più chiaro l’ansito della risacca, la cui rotolante ghiaia dà anch’essa il suono e l’idea, nella doppia caligine di quelle chiese, d’un fosforico rotolio di zecchini….

… Intanto, più che chiese le direi bui gusci marini (conchiglie che sembrano a volte fossilizzate) ed entrare in una di tali chiese di dure pietre grige annerite dai fumi portuali e industriali (in San Donato, in San Giovanni in Prè, per tacer di tutte le altre, arci famose), sempre mi è parso un poco entrare in una sorta di murice, ingrandimento di quelli, ruvidi d’incrostazioni calcaree e saline, che i ragazzi raccattano sul litorale, e accostano all’orecchi per sentire il rumore del mare”.

Cit. .

S. Michele ieri… S. Stefano oggi…

Nel luogo dove si staglia oggi la chiesa di un tempo esisteva quella antichissima voluta dai Longobardi intitolata a S. Michele arcangelo, il loro santo guerriero. Il noto campanile in origine era una torre arimannica utilizzata come presidio dai soldati di stanza in città.

Sulle fondamenta della chiesa longobarda nel 960 d.C. il vescovo Teodolfo affidò ai monaci benedettini l’erezione del nuovo tempio intitolato a S. Stefano, ancora oggi, nonostante le varie ristrutturazioni occorse nei secoli, uno splendido esempio di stile romanico ligure.

Per la prima volta a si inaugura l’usanza di costruire gli edifici religiosi a lesene bianco nere. Gli esterni della chiesa sono infatti costituiti da fasce di marmo nere provenienti dalla cava di S. Benigno (il famoso ) e bianche originarie delle Alpi Apuane.

"L'essenziale interno della chiesa"
“L’essenziale interno della chiesa”

 

Fino ad allora le erano scolpite nel marmo nero poi, con il graduale ridursi della vena del Promontorio, si stabilì di utilizzare anche quello bianco di Carrara.

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“S. Stefano con sotto l’ottocentesco porticato di Via XX settembre”. Foto di Leti Gagge.
“La parte esterna più antica della chiesa”. Foto di Leti Gagge.

Oltre che per la costruzione dei templi (S. Maria in Via Lata, San Lorenzo, S. Matteo, S. Agostino…) venne concesso, in ossequio al loro prestigio, anche alle quattro grandi nobili famiglie genovesi Doria, Fieschi, Spinola e Grimaldi di sfoggiare i marmi bicromi per la realizzazione delle proprie dimore.