Storia di Mediterraneo e della Signora del Mare…

Al tempo in cui il cielo si specchiava tutto il giorno nel mare e l’acqua e la terra si contendevano lo spazio, gli otto venti di Mediterraneo giocavano a rincorrersi, scherzavano con le onde, gareggiavano con i e, come discoli troppo vivaci, non davano mai tregua.

Un giorno Mediterraneo, stanco dei loro capricci, andò lontano in cerca di quiete e trovò riparo in un golfo sconosciuto dove, come una perla incastonata nella roccia, sorgeva la bella Genova.

Non appena l’onda spumeggiò lungo il Mandraccio, sotto il colle di Sarzano, rimase ammirato dallo spettacolo che gli si parò davanti: maestose aggrappate ad imponenti montagne, campanili e torri che si arrampicavano gli uni alle altre, caruggi stretti e misteriosi e poi un brulicante di navi e di marinai affaccendati, colori nitidi e profumi inebrianti, persino il sole sbirciava curioso.

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“I colori del tramonto di riflettono nel Antico”.

Mediterraneo non si era ancora ripreso dall’emozione quando giunsero i venti che lo avevano, dopo averlo cercato dappertutto, finalmente scovato. Anche gli otto fratelli, per un attimo, rimasero sbalorditi e si placarono, la bellezza di Genova, li aveva ammutoliti.

Ma subito Tramontana salì sulle montagne, prese la rincorsa, e si tuffò in mare schizzando Mezzogiorno che, alterato si scatenò da sud in una lotta veemente con il fratello. Accorsero Ponente e Levante per dividerli ma vennero allontanati, ciascuno verso la Riviera che da loro prende il nome. Anche Libeccio e Scirocco, dal caldo temperamento, iniziarono a soffiare forte contrastati dai freddi Maestrale e Grecale, nel frattempo, giunti da nord.

Eolo stesso non avrebbe saputo come fare per ripristinare l’ordine!

 Così Il mare, preoccupato che le bufere, scuotessero la sua bella la avvolse in un tenero e protettivo abbraccio. Da allora i due innamorati non si sono più separati, dal loro amore è nato Ligure e i venti, placati, si sono spartiti le stagioni.

Ancora oggi, ogni sera, arrossisce all’appassionato tramonto che Mediterraneo inscena per la sua sposa, la signora del mare.

In copertina: tramonto sul di Genova. Foto di Stefano Eloggi.

 

Il figlio del leone…

discendente di Ercole…
“Per il tuo regno sarei disposto a sacrificare ogni mio soldato… io invece, per ogni mio uomo, sarei pronto a sacrificare me stesso…”
Queste le parole pronunciate da Leonida, re di Sparta in risposta alle minacce di Serse, imperatore di Persia.
Nel 480 a.C., in piene Olimpiadi, duecentomila persiani sono pronti ad invadere la Grecia.
I re ellenici, occupati nei giochi, non danno grande peso alla minaccia.
Solo Leonida, interpellato l’oracolo di Delfi, parte con i suoi trecento opliti e circa altri duemila confederati alla volta delle Termopili (agosto 480 a.C.) dove attende lo sbarco nemico.
Serse, confidando nella propria superiorità numerica, intima al re spartano la resa e di cedere le armi.
Questi, come tramandato da Erodoto, risponde “Vieni a prenderle”… Stermina oltre ventimila uomini, dando prova del coraggio e dell’organizzazione spartana.
Il secondo giorno, sconfigge gli “Immortali” il corpo scelto dell’imperatore.
Serse allora propone al re di arrendersi in cambio del titolo di Satrapo (governatore) di tutta la Grecia.

Ancora una volta Leonida risponde “sono un uomo libero e come tale morirò”.
Il terzo giorno, un pastore del luogo, rivela al re persiano l’esistenza di un altro passaggio, utile all’accerchiamento dei nemici.
Accortosi di ciò, il quarto giorno, Leonida ordina la ritirata dei soldati alleati e rimane con i suoi trecento opliti, la Guardia scelta.

Muore sul campo, protetto fino all’ultimo dai suoi soldati, pronti a morire, come il loro re, da uomini liberi.
Il suo sacrificio permette ai Greci di confederarsi e di sconfiggere a Salamina (settembre 480 a.C.) prima e, definitivamente a Platea (agosto 479 a.C.) poi, il pericolo persiano.
Grazie al coraggio e al sacrificio di Leonida siamo rimasti occidentali!
Cosa c’entra tutto ciò con la nostra storia?
Apparentemente niente… in realtà molto… quanti Leonida sono presenti nel nostro passato; ne cito solo alcuni:
I Liguri tutti che si batterono oltre un secolo contro la sottomissione a Roma, Il Senato di fronte all’aggressione del Re Sole nel 1684, il Balilla, il Carbone e il Popolo intero durante la rivolta del 1746 e la cacciata austriaca, i Fratelli Ruffini della Giovine Italia e l’apostolo Mazzini durante il Risorgimento, la Guardia Civica nei giorni del Sacco del La Marmora, i Partigiani della Seconda Guerra Mondiale

Guerriero greco.