Le Mura del X secolo

In Via Tommaso Reggio, tra Serravalle e Porta San Pietro, all’altezza del civ. n. 12, è possibile ammirare e toccare uno dei brani di mura più antichi della città, risalente come quello di Vico dei Ragazzi, addirittura alla cinta, (la seconda delle sette), del X secolo.

La superficie protetta di tale cerchia era di circa venti ettari e i principali varchi erano Porta Soprana, Porta di  S. Pietro (visibile ancora oggi sotto forma di archivolto in Piazza cinque Lampadi), quella di Serravalle, addossata a San Lorenzo, quella di San Torpete in zona San Giorgio e quella Castri (nell’odierno Sarzano).

Così il Dellepiane nel suo prezioso “Mura e Fortificazioni di Genova” ne descrive dettagliatamente il percorso:

“La cinta del X secolo che comprendeva dunque parte delle mura preesistenti restaurate ed ampliate presso Sarzano, percorreva la sommità di Ravecca e proseguiva lungo la zona del Broglio di S. Ambrogio escludendone una parte; degradando lungo la faglia occidentale del Broglio, in direzione della torre di Palazzo, fiancheggiano poi S. Lorenzo attraverso il Campus Fabrorum (Campetto), le mura giungevano a San Pietro in Banchi, lasciando fuori l’attuale piazza che “costituiva uno spazio libero esterno alla Porta”, attraversato dal Rivo di Soziglia discendente dalla Clavonaria (attuale via Orefici)…

… La cinta dirigendosi verso l’odierna piazza San Giorgio dove si apriva la porta di San Torpete, lasciando l’allineamento di Canneto, tendeva a chiudersi raggiungendo i dirupi sottostanti di Sarzano.

Entro le mura si elevavano le più antiche chiese genovesi: S. Nazario, S. Maria di Castello, San Donato, S. Ambrogio, San Cosimo e San Lorenzo mentre la cattedrale di San Siro era ancora situata fuori dalle mura, in prossimità della via romana che varcando il Fossatello di s’inoltrava verso il campo di San Marcellino“.

In copertina: brani di mura in Via Tommaso Reggio. Foto di Grazia Musso.

“Vedrai una città regale,

addossata ad una collina alpestre, superba per genti e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare”… scriveva Petrarca nel 1358.

breve storia delle di Genova…

Le prime tracce, anche se si ha notizia di una cinta all’epoca romana, circa la presenza delle risalgono al X sec. quando furono erette per far fronte alle continue scorrerie musulmane.
La superficie protetta era di circa venti ettari e i principali varchi erano Porta Soprana, Porta di  S. Pietro (visibile ancora oggi sotto forma di archivolto in Piazza cinque Lampadi), quella di Serravalle, addossata a San Lorenzo, quella di San Torpete in zona e quella Castri (nell’odierno Sarzano).
Nel 1155, causa la minaccia del Barbarossa, le sono ampliate fino a

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oggi in Via Banderali”

difendere cinquantacinque ettari.

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dell’Alessi”

Si aggiungono Porta dei Vacca o di S. Fede davanti alla Darsena , Porta di S. Egidio (Aurea) in Piccapietra e Porta Murtedi all’Acquasola.
A queste si sommano tre accessi turriti: S. Agnese, Portello e Pastorezza.
Sono imponenti la cui altezza media era di circa dieci metri.
Papa III, invitato all’inaugurazione, proclama : “Siano le vostre inespugnabili come lo sono i vostri cuori”. Tra il 1276 e il 1287, in piena guerra con Pisa e Venezia le Mura vengono rinnovate e modificate.
Nel XIV sec. la cinta viene ulteriormente allargata a centocinquantacinque ettari con i nuovi accessi di Porta degli Archi (a metà di Via XX, presso il Ponte Monumentale) oggi sita in Via Banderali, Porta dell’Olivella zona Pammatone e la Porta dell’Acquasola.

Tra il 1517 e il 1522 l’Olgiati e il Sangallo, ingegneri di rinomata fama, aggiunsero bastioni, ristrutturarono, potenziarono e inserirono, su progetto dell’Alessi, la Porta Siberia.
Nuove mura, tra il 1629 e il 1633, Galliani, scienziato amico di Galileo Galilei, diresse i lavori di ampliamento, progettati dal Maculani, dal Bianco e dal Fiorenzuola.
Due le Porte della secentesca grandiosa cerchia: Porta della Lanterna e Porta Pila (all’inizio di Via XX), oggi collocata in Via Montesano sopra la stazione di Brignole.
Su di esse le statue della Madonna Regina con sotto scritto il monito “Posuerunt me custodem”.

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“Porta Pila, oggi in Via Montesano”.

Nel ‘700 vennero edificati, a corona della Superba, i forti (ma questa è un’altra storia…) che, inseriti nell’800 dai Savoia nel nuovo sistema difensivo piemontese, costituirono l’ottava ed ultima cinta.

“Porta della Lanterna”.