Vico della Neve

Nel cuore dei tra Campetto e Banchi si trova il caratteristico vico della Neve.

Tre imponenti arcate ogivali in pietra con colonne ottagonali di un’antica loggia medievale dominano il vicolo.

Il caruggio è così intitolato perché qui, ancora fino a fine ‘800, avevano sede le botteghe che smerciavano neve e ghiaccio provenienti dalle neviere realizzate nei pressi del forte Diamante.

All’altezza del civ. n. 8 su trova, purtroppo in pessimo stato di conservazione, resiste la settecentesca edicola della Madonna della Neve commissionata dai bottegai a loro protezione.

In Copertina: Vico della Neve. Foto di Alessandra Illiberi Anna Stella.

Vico dell’Umiltà

Vico dell’Umiltà è uno di quei caratteristici ombrosi e luveghi genovesi.

L’origine del toponimo non è accertata tuttavia il tono dimesso del vicolo non deve trarre in inganno poiché qui vi era uno degli accessi del accorpato al civ. 4 di Campetto della famiglia Imperiale

Tale ingresso, sovrastato da un portale in pietra nera con stemma abraso, fregi e fogliami, versa nel più completo abbandono.

Due cancelli posti alle estremità ne impediscono il passaggio.

In copertina: Vico dell’Umiltà incrocio Vico della Neve. Foto di Alessandra Illiberi Anna Stella.

La Loggia dei Lasagna

In Piazza delle Scuole Pie al civ. n. 3 si trova il duecentesco, con relativa loggia, Lasagna.

Il suggestivo portico è caratterizzato da una doppia arcata a sesto spezzato in conci bicromi.

Una delle due colonne al centro che formano la doppia al centro è di origine romana.

Nella seconda metà del ‘500 la dimora venne affrescata dal pittore Andrea Semino con ritratti mitologici di Dei e Muse.

Sotto l’archivolto di Vico delle Scuole Pie tre lapidi, l’ultima delle quali illeggibile, poste sopra un’edicola marmorea a tempietto vuota, certificano le proprietà della famiglia Lasagna.

Non sono chiare le origini del casato ma la loro presenza in città è nota fin dai secoli XII e XIII. Fra i suoi membri diversi senatori della Repubblica. Nel 1528, con la riforma degli Alberghi, confluirono nei Cattaneo.

Bellezza…

In Copertina: Piazza e Vico delle Scuole Pie. Foto di Giovanni Cogorno.

Vico della Salute

Tra vico del Papa e vico delle Vigne si incontra il vico della Salute.

L’origine del toponimo rimanda alla presenza in loco di un’edicola, oggi scomparsa, intitolata alla Madonna della Salute.

Oltre che raccomandarsi alla Madonna i affidavano la tutela della salute pubblica al collegio di medicina e filosofi la cui corporazione aveva sede in vico della Scienza.

I medici dovevano indossare una veste talare e durante l’esercizio delle proprie funzioni muoversi sempre a cavallo.

Non potevano partecipare a funerali se non di parenti stretti o di qualche collega e in tal caso era prescritto loro di portare il lutto, per non impressionare i pazienti, non più di un mese.

In Copertina: Vico della Salute. Foto di Alessandra Illiberi Anna Stella.

Piazza della Rovere

Imboccata Salita Santa Caterina partendo da Piazza Fontana Marose più o meno a metà tragitto sulla destra si incontra Piazza Della Rovere.

La piccola piazzetta sulla quale si affacciano eleganti palazzi, fra i quali quello cinquecentesco iscritto ai Rolli di Clemente, è intitolata al nobile casato dei della Rovere.

La famiglia orginaria di Savona si occupava di pesca e nel ‘400 si trasferì a Genova.

Fra i suoi membri si annoverano diversi cardinali, numerosi senatori della e nel 1765 addirittura un Doge, Francesco Maria.

Ma senza dubbio il personaggio più illustre, fautore della loro fortuna e nobiltà, fu nel 1467 il cardinale Francesco passato alla storia nel 1471 con il nome di Papa Sisto IV.

A lui si deve la committenza della Cappella Sistina del Apostolico di Roma (oggi parte dei Musei Vaticani) che durante il papato del nipote Giulio II verrà affrescata da Michelangelo.

Bellezza…

In Copertina: e Palazzo Clemente della Rovere. Foto di Leti Gagge.

Vico di Mezzagalera

Vico Mezzagalera fa parte di quel gruppo di caruggi in zona delle Erbe che ospitò l’ultimo ghetto ebraico cittadino (in precedenza al Molo e in zona di Porta dei Vacca).

La contrada fu quasi completamente distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e ricostruita, in maniera molto discutibile, in concomitanza delle Colombiadi.

In occasione degli scavi del 1992 furono ritrovate strutture murarie di epoca romana datate tra il I sec. a. C. e il I sec. d. C., una grande cisterna con relative condotte, un pozzo medievale, monete, ceramiche e soprattutto il famoso anfiteatro romano sottostante i Giardini Luzzati di Vico dei Tre Re Magi.

L’origine del toponimo rimanda alla presenza in loco di abitazioni che venivano ipotecate dalla Repubblica come garanzia per finanziare con denaro pubblico l’allestimento di navi di piccole dimensioni rispetto alle galee, dette appunto mezze galere.

In Copertina: Vico Mezzagalera. Foto di Alessandra Illiberi Anna Stella.

Vico del Tempo Buono

Nel tratto da via della Maddalena a piazza S. Maria degli Angeli si incontra il vico del Tempo Buono, suggestivo scorcio di una Genova dimenticata.

L’origine del toponimo nulla ha a che vedere con questioni climatiche ma rimanda alla presenza in loco di un palazzo appartenente alla nobile famiglia dei Buontempo.


”Nebbia bassa, bon tempo a lascia”. Antico proverbio genovese.

In Copertina: Vico del Tempo Buono. Foto tratta dalla pagina di Porto Antico.

Vico delle Pietre Preziose

Nel quartiere del Molo tra via delle Grazie e Vico dietro il coro di San Cosimo si trova il vico delle Pietre Preziose.

Non si hanno certezze sull’origine del toponimo del caruggio anche se si ipotizza, in virtù dei floridi commerci noti già dal XII secolo, derivi dal lucroso mercato di gemme con l’Oriente.

Si suppone quindi che qui avessero sede i laboratori e le botteghe di pietre preziose importate in città dai nostri mercanti.

Alcune di queste attività artigiane erano specializzate nel confezionare dei contenitori detti “arche” per custodire i gioielli.

Tali arche erano realizzate in ferro, ottone e legno di noce e decorate con elaborate incisioni.

In Copertina: Vico delle Pietre Preziose. Foto di Leti Gagge.

Salita dell’Oro

Tra Via Lomellini a Via Cairoli si trovavano gli antichi laboratori di oreficeria. Ne sono curiosa testimonianza ancora oggi i toponimi di salita dell’Oro e dell’adiacente vico dell’Argento. Prima dell’apertura della via Nuovissima, odierna via Cairoli, il ” Caroggio dell’Oro”, si congiungeva con una curva alla salita dei Molini e finiva in San Siro.

La Grande Bellezza…

In copertina: Foto di Giovanni Secchi

Il Britannia

Da Piazza De Ferrari percorrendo in discesa vico della Casana al civ. n. 76 si incontra il più vecchio pub di Genova, nato nel lontano 1974.

Il locale totalmente arredato in stile british dispone di tre sale. 

Le birre, in particolare quelle alla spina presenti in ben otto qualità diverse, insieme alla suggestiva atmosfera, rappresentano il punto forte.

La Grande Bellezza…

In Copertina: Il pub Britannia. Foto di Leti Gagge.