… Quando a Brignole c’erano le mongolfiere…

quando, agli albori del ‘900, davanti alla stazione a quel tempo in costruzione, gli appassionati assistevano all’ardimentoso spettacolo dei palloni aerostatici…

… quando si costruivano addirittura tribune per permettere al numeroso pubblico di ammirare curioso con il naso all’insù le ardite manovre degli impavidi piloti delle .

Quando nel 1903 in pròu sul campo chiamato”” che occupava la zona dell’odierna Piazza vi fu l’ascensione del Pallone “Centauro”.

La struttura venne smantellata poco dopo appena terminata la costruzione della Stazione nel 1905.

In quello stesso spiazzo ma con il terreno di gioco disposto in maniera diversa nel 1913 verrà costruito, per ospitare l’Expo internazionale dell’Igiene, e delle Colonie dell’anno successivo, lo Stadium.

Tale impianto fu per un paio di partite, causa squalifica del campo di Via del Piano (il futuro Ferraris), lo spelacchiato terreno di gioco del Genoa per la 7^ volta campione d’.

… Quando a Ponte Carrega c’era il Velodromo…

Quando ancora non c’era Via Lungobisagno Istria e lo storico , per fargli spazio, non era stato ancora mutilato…

quando c’era il mitologico   che Geo Davidson mise a disposizione di Sir James Richardson per disputare i primi incontri di football di cui furono protagoniste le leggendarie maglie bianco azzurre del . Gli inossidabili colori rossoblù della United of Kingdom infatti verranno adottati dal sodalizio genovese solo nel 1901 per omaggiare, in occasione della sua dipartita, la Regina Vittoria.

… Quando si andava al Campo…

Quando per andare allo stadio si usava dire “vado al Campo” (il “Tempio” lasciamolo per le funzioni religiose)… operai ed impiegati ci andavano a piedi o in tram, i signori in auto stile gangsters di Chicago… quando in piena epoca fascista non si poteva dire 1893, bensì 1893… quando i cugini non esistevano ancora se non sotto forma di continue fusioni e trasformazioni… quando non v’erano dubbi su quale fosse l’unica vera squadra cittadina.