Piazza inferiore del Roso

In Piazza inferiore del Roso sul muro di contenimento del giardino del palazzo dell’Università di via Balbi n. 4 si trovano i resti di un’edicola votiva ed un’antica lapide.

Di quel che rimane dell’edicola ormai nel più completo abbandono non si hanno significative notizie.

La lapide invece racconta della concessione, riservandosene comunque i diritti, per l’utilizzo pubblico dell’acqua rilasciata dal proprietario Francesco Balbi:

“MDCXLVII. Idibvs Ianvarii. / Hanc. Aqvam Pvblico Commodo / Sponte Permisit. Franciscvs Ma / Balbi. Cvivs.

Qvoque / Beneplacito. Ivseam / Denegandi. Resevatvr.

Il leone di Pola

All’esterno della chiesa di S. Marco al Molo si nota un bassorilievo che rappresenta un .

Tale effigie venne trafugata come bottino di guerra dai genovesi durante la vittoriosa battaglia di del 1380.

Il leone alato e con aureola, simbolo di Venezia, è purtroppo mutilo di una gamba.

Fra le zampe anteriori regge un libro aperto con delle iscrizioni.

Sopra il rilievo la lapide recita:

“Iste Lapis in Quo est Figura Sanc / ti Marci Delatus Fuit a Civitate / Polae Capta a Nostris MCCCLXXX due XIII Januarii.

La sottostante lastra con due scudi abrasi collocata sotto sotto il felino, datata anch’essa 1380, racconta di un’opera di espurgo del porto.

I dragaggi del Molo

In Via del Molo è presente un’imponente lapide che, all’interno di un elegante tempietto fra stemmi araldici e testine di leone, elenca i lavori di prolungamento dei moli avvenuti nel 1513:

DOM / Solerti Cvra Praestativm Virorvm: Io. Basta De Frachis Co. Carelli: / Andree De Ferrariis: Lavreti Lomellini Qvon Phi: et Thome Catanei: / Patrum Patriae / Tabvlarvm Clavsvra Optime Compaginata: Exhavsta Telone Aqva: / Repvrgato Coeno Post Annos CCXIII: Non Abso Gravi Impresa : ac / Labore: Fvndvm Maris Dvvm Palmorum: ad Dvodeviginti Fvit / Restitvtvm: a Continente: Longitvdine Palmorvm DLXX: / Latitvdine Vero CCC: a Cataneorvm Ponte Vsqve ad Molem: ad / Maximvm Portvs et Commercii Fvndo Deficiente Commodvm / Io Avgvstino Illvminato Tabellione: et / Avgvstino Signorio Svndico / Opvs Accvrate Procvrantibvs Absolvtvm a Qvinta Ivli ad / Vicesimam Octavam Sept / MDXIII.

Il portale di san Silvestro

Nella zona verso S. Maria di Castello i giardini che degradano sul colle in quell’epoca facevano parte del confinante complesso di S. Maria in Passione. Quest’area, oggi chiusa da una grata di ferro, costituiva l’antica piazza di S. Silvestro, l’originario ingresso degli omonimi convento e chiesa.

La contrada venne ripetutamente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale ma nonostante ciò il magnifico portale barocco rimase intatto.

Così l’importante scultura realizzata nel 1707 nel dopo guerra venne trasferita nel cortile del giardino di Palazzo Rosso.

Per la sua complessa realizzazione collaborarono tre maestri dello scalpello:

i due splendidi angeli alati che fungono da telamoni infatti sono opera di Giacomo Gagini, il medaglione sorretto da due angeli di Carlo Cacciatori, mentre gli elementi architettonici, di Angelo Maria Mortola.

Edicola Piazza delle Erbe 25r.

In Piazza delle Erbe in corrispondenza del civ. 25r. si trova una secentesca edicola di Madonna col Bambino.

La statua della Vergine con in braccio Gesù è ricoverata all’interno di una profonda quanto essenziale nicchia.

In origine Maria era incoronata e, a testimonianza della sua importanza, onorata con numerosi ex-voto che pendevano da un ‘apposita cornice lignea.

Alla base l’epigrafe recita:

“Tugermen. Aptum Proferens” e l’anno 1993 data dell’ultimo restauro.

Foto di Giovanni Caciagli.

Madonna con Bambino in Santa Croce

In via di Santa Croce, all’altezza di Salita della Seta, campeggia un’antica Madonna col Bambino.

Dentro una nicchia di stucco la Vergine tiene in braccio il Bambino mutilo purtroppo della testa.

Non si conosce con precisione la datazione della scultura anche se di certo si sa essere posteriore al ‘500, epoca nella quale era stata per anni erroneamente inquadrata.

Si tratta di un calco dell’originale custodito presso il museo di S. Maria di Castello.

Portale di San Filippo Neri

Sulla facciata della chiesa intitolata a protagonista assoluto è il portale che contiene, in un tripudio di angeli, non uno, bensì due settecenteschi capolavori:

il primo è la statua della Madonna Immacolata di Pasquale Bocciardo.

La Vergine incoronata dalla raggiera dello Spirito Santo si erge su una nuvola di cherubini, accompagnata dall’alto dall’amorevole sguardo di un angioletto che spunta dal timpano.

il secondo è il medaglione che raffigura San Filippo opera di Carlo Cacciatori, allievo del più celebre Francesco Maria .

Il Santo sembra dialogare, quasi a rassicurarli, con i due cherubini che sorreggono l’elegante ovale.

In alto due angioletti assistono alla scena.

Il Portale dell’Assunta

“Deiparae in coelum assumpta”così recita il cartiglio posto in cima al portale della basilica di Carignano intitolata ai SS. Fabiano e Sebastiano e all’Assunta.

Il maestoso portale realizzato nel 1722 dallo scultore carrarese Francesco Giovanni Baratta è impreziosito da una statua della Vergine Assunta.

All’interno di una sfarzosa cornice la Madonna è rappresentata infatti, accompagnata dagli angeli, nel momento mistico della sua ascesa in cielo.

La magnifica scultura, capolavoro del ‘700, venne iniziata dal borgognone Claude David e, dopo la sua morte, terminata nel 1722 dal genovese Bernardo .

Sotto alla sacra scena un cartiglio assai più terreno ricorda invece i protagonisti delle vicende legate all’elezione dell’edificio religioso:

il capostipite Bandinello Sauli committente nel 1481 della chiesa e i suoi eredi Stefano nel ‘500 e Domenico nel ‘700, rispettivamente ideatore il primo e costruttore il secondo, dell’annesso ponte.

“Bendinellus Sauli, Basilica Stephanus Nepos ponte legavit, Domenicus abnepos perfecit.

An.S. MDCCXXIV. (1724).

Foto di Paola Gatti.

Edicola Via Ravecca 1r

In Via Ravecca 1r si trova un’edicola della Madonna della Misericordia.

All’interno di una piccola nicchia semi circolare con tettuccio in ardesia e basamento in stucco è esposta la copia della statua della Vergine.

La scultura originale per fortuna, come nel caso di tante altre opere, è custodita presso il Museo di S. Agostino.