Portone Piazza Pinelli n. 1

Al civ. n 1 di Piazza Pinelli è possibile ammirare uno splendido portone in pietra con semi colonne doriche in marmo.

Il trave in pietra nera è impreziosito da decorazioni con elmi e clipei marmorei.

Come altri nell’omonima piazza il palazzo è proprietà della famiglia di origine germanica e di fede ghibellina dei Pinelli, fondatori dell’albergo nobiliare degli Scipionibus.

Il portone è in ferro battuto con borchie e baracchino decorato.

Sulla facciata del palazzo sono ancora visibili cospicue porzioni dei colorati affreschi secentesche che lo decoravano.

In copertina: Portone di Palazzo Pinelli. n. 1.

Foto di Leti Gagge.

Edicola di Via Sant’Agnese n 13

Nel in via n. 13 si trova quel che resta del tabernacolo vuoto di una settecentesca edicola barocca.

In origine il piccolo tempio conteneva una statua di Madonna con Bambino, oggi scomparsa.

Sul fastigio si distingue una testa di cherubino mentre alla base si nota un cartiglio con il monogramma di Maria.

L’azzurro intenso del rivestimento lascia immaginare quanto fosse colorata e vivace quest’edicola che, oggi purtroppo, versa nel più completo abbandono.

La Madonna del Rosario

Alla fine di Via Balbi direzione Principe, sul civ n. 146r. è affisso un bassorilievo marmoreo dalla curiosa forma ottagonale.

L’edicola tardo secentesca è nota con il nome di perché la Vergine, al centro della scena, tiene in braccio il bambino e in mano – appunto- il rosario.

Ai lati due dei quattro santi patroni della città San Giovanni Battista e San Lorenzo sono a lei rivolti.

La composizione poggia su un cumulo di nubi che avvolgono il fregio con il monogramma di Maria e una piccola luna.

Purtroppo l’originale tavella in splendente marmo bianco è completamente annerita da smog e fuliggine.

Poco sotto si nota anche un piccolo ovale marmoreo settecentesco con il bassorilievo di Gesù bambino addormentato sulla croce.

In copertina: La Madonna del Rosario. Foto di Raffaella Repetto.

Edicola in Via Mascherona N. 19

All’altezza del civ. N. 9 di Salita Mascherona rimane testimone del tempo che fu un tabernacolo vuoto e abbandonato.

Osservando la nicchia s’intravvedono ancora brani dei vivaci colori che decoravano l’edicola.

La statua della Vergine è per fortuna conservata al Museo di S. Agostino.

Secondo lo storico Remondini alla base della scultura marmorea vi era incisa l’epigrafe:

Ab Omnibus Propinqvis M.DC.XVII. Die. XV Luglio.

In copertina: Edicola di Mascherona 19. Foto di Stefano Eloggi.

Nostra Signora delle Grazie

All’esterno della loggia, lato via Banchi all’angolo con piazza Senarega, è affisso un bassorilievo del XVI-XVII sec. della Madonna delle Grazie.

L’ovale marmoreo della Madonna è inserito in un tempietto decorato.

La Vergine e il Bambino siedono sulle e sotto si essi un nugolo di anime imploranti del Purgatorio.

Sotto la mensa l’epigrafe incisa recita Nostra Signora delle Grazie.

In copertina: Nostra Signora delle Grazie. Foto di Giovanni Caciagli.

L’Annunciazione dei Francescani

All’inizio di Via Balbi, proprio sul retro del lato sinistro della chiesa dell’Annunziata, si trova una minuscola piazzetta con l’accesso al Convento Francescano.

L’imponente portone dell’edificio è sovrastato sul timpano spezzato da un’elegante edicola rettangolare.

Primo piano dell’Annunciazione.

La scena raffigurata è quella classica con la Vergine inginocchiata che riceve dell’arcangelo Gabriele la buona novella.

Sul trave del portale un cherubino alato con sotto un rilievo con due braccia incrociate.

Edicola in via Galata 25

Anticamente via Galata, prima di essere intitolata in onore del quartiere genovese di Istanbul, era nota come “creuza magra” e collegava il convento di Nostra Donna del Rifugio (attuale piazza Brignole) con le pendici del colle di Carignano.

La direttrice inglobava a quel tempo anche l’odierna via Cesarea nel tratto dove sorgeva il grande edificio del manicomio costruito nel 1830 e demolito, a fine secolo, in occasione della costruzione di via XX Settembre.

Al civ. n. 25 di via si trova uno splendido medaglione marmoreo settecentesco di autore ignoto.

Nel tondo è scolpita a rilievo una raffinata rappresentazione di Madonna col Bambino.

In copertina: medaglione di via 25. Foto di Franco Risso.

Madonna in Trono in Via Lomellini n. 5

In Via n. 5 si ammira l’elegante accessi di palazzo Cambiaso.

Il portale a lesene lisce è caratterizzato da due elmi e da una un grande scudo con stemma abraso.

Sul timpano spezzato si trova una splendida edicola secentesca nota come Madonna in Trono.

Il tabernacolo rettangolare ospita la Vergine seduta mentre regge il bambino in piedi.

Sotto la trave l’epigrafe Svb Tvvm Presidivm.

In copertina: Portale di Via 5. Foto di Leti Gagge.

Gli ammiragli in Piazza Palermo n. 3

Al civico n. 3 di Piazza Palermo proprio accanto alla sede della Pubblica Assistenza della locale è possibile ammirare un elegante portone in stile neo gotico rinascimentale.

Gli stipiti del signorile ingresso sono intarsiati e il trave è sovrastato da un tripudio di disegni geometrici, riccioli e volute.

Le due nicchie su basamento a colonna culminanti in cuspidi ospitano le statue di altrettanti illustri genovesi: Cristoforo Colombo a sinistra e Andrea D’Oria a destra.

Il primo vestito elegantemente è rappresentato assorto nei suoi pensieri mentre regge in mano il globo. Chissà quale rotta starà studiando?

Il secondo invece dall’aspetto austero è bardato nella sua cotta di rappresentanza. Con una mano stringe una pergamena arrotolata. Forse un’importante missiva o un vantaggioso contratto? Con l’altra impugna fiero l’elsa della sua preziosa spada di prestigioso Defensor della cristianità.

Le due sculture richiamano palesemente quelle più famose, ma altrettanto sconosciute ai più, di G.B. Cevasco in Via Gramsci al civ. 99r.

In copertina: il portale del civ. n. 3 di Piazza Palermo. Foto dell’autore.