… Quando in Via Casaregis…

Quando, da pochi decenni, il quartiere della era stato inglobato (1873) nella città di … quando i platani che ora ombreggiano erano poco più che arbusti… anzi pali di legno fra i quali si sarà certamente proteso in volo il futuro portiere del e della Nazionale italiana: il leggendario Giovanni , il ragno rossoblù che, in quella via diede i primi calci, pardon… afferrò i primi palloni, a difesa, come il paziente e svelto insetto, della sua rete.

 

… Quando in San Lorenzo…

Quando nel giugno 1940, in seguito all’entrata in guerra dell’, sotto lo sguardo impaurito e preoccupato dei leoni del Rubatto, i massacaen, in previsione degli attacchi nemici, erigevano muri di mattoni per proteggere il portale della cattedrale… quando i monumenti ed i simboli cittadini andavano difesi e rispettati al pari delle persone.

 

… Quando si andava al Campo…

Quando per andare allo stadio si usava dire “vado al Campo” (il “Tempio” lasciamolo per le funzioni religiose)… operai ed impiegati ci andavano a piedi o in tram, i signori in auto stile gangsters di Chicago… quando in piena epoca fascista non si poteva dire 1893, bensì 1893… quando i cugini non esistevano ancora se non sotto forma di continue fusioni e trasformazioni… quando non v’erano dubbi su quale fosse l’unica vera squadra cittadina.

… Quando onda del mare e borgo…

quando onda del mare e borgo si carezzavano vicendevolmente… quando bagnanti e pescatori coesistevano a pochi metri di distanza… quando scogli e spiaggia si arrembavano al muraglione sotto la chiesa di S. Pietro. Quando anche nel nostalgico bianco e nero dell’immagine i colori sembrano irrompere per dipingere ed eternare panorami della  cancellati per sempre.

 

… Quando in Carignano c’erano gli orti…

Quando, davanti al capolavoro dell’Alessi, c’erano solo orti e una piccola creuza che conduceva al Ponte Vecchio. Non c’erano pensiline dei bus, né parcheggi sotterranei o spiazzi di cemento fittizi. Uno dei rari momenti in cui la basilica sembra esente da lavori di costruzione o manutenzione. Tali opere furono infatti iniziate nel 1552 e portate a termine oltre due secoli dopo, al principio dell’800. Da questo prolungarsi quasi illimitato dei lavori nacque l’espressione, ad indicare un’opera la cui realizzazione andava per le lunghe, “come per la fabbrica di ”. 

… Quando Boccadasse…

Quando Boccadasse era davvero un borgo marinaro con barche, reti e vele fin dentro casa… quando i confini tra terra e mare non erano così ben delineati… quando i gozzi si arrampicavano lungo la creuza… quando Gino Paoli non aveva ancora composto “La Gatta”.

Non come oggi, per quanto affascinante, una cartolina per turisti, un ristoro per studenti che hanno bigiato le lezioni, o un luogo di passeggiate per innamorati.

… Quando… sotto S. Pietro…

… Corso Marconi e Corso non erano ancora nate… quando alla , dalla chiesa di S. Pietro, la creuza degradava direttamente sulla spiaggia… quando c’erano pescatori e trattorie odoranti di pesce fritto sui terrazzi… quando al posto dei Baracconi i marinai ricoveravano i loro gozzi sulla rena e riparavano le reti… quando le loro mogli, in attesa di caricare i carretti di guizzante pesce azzurro, stendevano le lenzuola come vele delle feluche.