Storia di un Ammiraglio…

Balestrieri genovesi, particolare di affresco di Lazzaro Tavarone".
… di un Boia… di Balestrieri…
In epoca medievale le esecuzioni capitali venivano eseguite sulla scogliera del Molo dove le Guardie approntavano il palco per l’impiccagione.
I condannati partivano dal Palazzetto Criminale (attuale Via Reggio), attraversavano la città diretti alla chiesa di S. Marco al Molo, dove assistevano alla messa.
Prima però transitavano, per un’ ultima sosta presso quella che, ai genovesi, è nota come la Casa del Boia, datata XI secolo.

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“I resti della dimora di Vipsanio Agrippa”.

In realtà l’edificio era molto più grande di quello visibile oggi, aveva un paio di piani ed arrivava ad inglobare l’attuale Caserma della Finanza di .
Ad inizio del secolo scorso scavi della Sovrintendenza in zona, portarono alla luce resti romani e una targa intitolata a Vipsanio Agrippa, genero e Ammiraglio dell’imperatore Augusto.
Di qui l’equivoco che la Casa del Boia fosse la dimora del condottiero romano, mentre in realtà, questi avrebbe abitato all’attiguo odierno Civ. 13 di Piazza Cavour, dove nei fondi furono rinvenute pavimentazioni di epoca imperiale.
Da Vipsanio a Pisano, per storpiatura, si sarebbe anche fatta risalire l’origine del Campo sovrastante.

Quest’ipotesi venne smentita quando, durante i lavori di ripristino del risseu, in occasione delle Colombiadi, vennero trovati migliaia di resti umani a conferma che quello invece, come tramandato nei secoli, era il Cimitero dei prigionieri pisani catturati nel 1284, dopo la Meloria.
La Casa del Boia ospita oggi un’esposizione di armi medioevali ed è la Sede della Corporazione dei Balestrieri, protagonista di diverse iniziative e manifestazioni in costume.
 

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