Storia di nasi, orecchie, embarghi…

"Le cariatidi del portone di Palazzo Lercari".
di partite a scacchi… e di vendette….
Siamo nel 1314 e  è ospite del Re di
Trebisonda, sul Mar Nero, quando, durante una partita a scacchi, viene provocato e insultato da un cortigiano.
Megollo viene placato dai presenti mentre il Re prende le difese del suo suddito.
Lercari, infuriato, rientra a , raduna amici e parenti, arma due galee e ritorna nel Mar Nero, posizionandosi all’ingresso del porto della città impedendo a chiunque di avvicinarsi, pena il taglio di nasi e orecchie che vengono conservati in un vaso di salamoia.
Commosso da un vecchio marinaio, pronto a sacrificarsi pur di salvare i tre nipoti a bordo con lui, lo grazia affidandogli il vaso da consegnare al Re.

Questi, intimorito, consegna il suddito insolente al nobile genovese il quale, raggiuntolo sulla spiaggia tremante, gli intimò di girarsi e gli sferrò un calcio nel sedere, proferendo il famoso epitteto:

"Fronte del Palazzo Lercari".
“Fronte del Palazzo Lercari”.
“Non aver paura…non sai che i Genovesi non se la prendono con le femminucce”.
Ecco perché nella parte esterna di S. Lorenzo è presente una scacchiera e, in Via Garibaldi, il Palazzo Lercari mostra sul portone d’ingresso due cariatidi prive di nasi e orecchie.

2 pensieri riguardo “Storia di nasi, orecchie, embarghi…”

  1. Il taglio del naso e delle orecchie a noi sembra una cosa piuttosto crudele,ma dobbiamo pensare alla mentalità di quei tempi. Comunque il Lercari con quel calcio nel sedere si è dimostrato un grande uomo.

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