Storia del culto di S. Giorgio…prima parte…

"L'affresco del Tavarone, restaurato nel 1992 da Raimondo Sirotti".
Notizie certe non ce ne sono anche perché, si perdono nella notte dei tempi:
La tradizione più antica fa capo ad una biografia, “La Passio Georgii”, risalente al v sec., relegata dal decreto gelasiano fra gli scritti apocrifi (cioè non conformi alla dottrina).
Secondo questo testo il santo sarebbe nato nel 280 d.C. in Cappadocia (attuale Turchia).
Secondo altre fonti sarebbe invece originario di Lydda (odierna Tel Aviv), in Palestina.
Nei secoli successivi fu un proliferare di ulteriori rielaborazioni agiografiche.
Fino a che, nel ‘200, il Vescovo di Jacopo da Varagine, completò la sua celebre “Legenda Aurea”.
Secondo questa leggenda Giorgio, educato alla fede cristiana, intraprende la carriera militare fino a diventare una delle guardie del corpo dell’imperatore Diocleziano.
A quel tempo l’Impero romano è in lotta con i cristiani e settantadue re si riuniscono per deliberare misure comuni contro la nuova religione, considerata sovversiva.
Giorgio si autoaccusa di essere cristiano, dona i suoi averi ai poveri e, una volta imprigionato, subisce torture d’ogni sorta.
Dio in persona gli appare in visione spiegandogli che per tre volte morirà e per altrettante risorgerà:
Viene tagliato in due da una ruota di chiodi e spade, resuscita e compie numerosi miracoli.
Converte l’imperatore Anatolio e la sua consorte Alessandra, resuscita morti e fa incenerire i settantadue re che lo avevano imprigionato.
Viene decapitato e, risorto una seconda volta, diventa un cavaliere errante….

“Io vo’ Vedere il Cavalier de’ Santi:
Il Santo io vo’ Veder de’ Cavalieri.”
Cit. Rime Nuove. Giosuè Carducci.

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