La bomba inesplosa… nel segno della Regina…

Il 9 febbraio del 1941 subisce il secondo  bombardamento navale inglese di una certa portata, un grande proiettile calibro 381 sfonda il tetto della cattedrale durante una funzione religiosa ma, miracolosamente, rimane inesploso.

“Questa Bomba/ lanciata dalla flotta inglese/ pur sfondando le pareti/ di questa insigne cattedrale/ qui cadeva inesplosa/ il IX febbraio MCMXLI./ A riconoscenza perenne/ Genova/ città di Maria/ volle incisa in pietra/ la memoria di tanta grazia.”

In realtà l’ordigno inesploso il 18 febbraio venne rimosso dai Vigili del Fuoco e artificeri, caricato su un autocarro, trasbordato su di una chiatta e rigettato in mare al largo del golfo. Un altro invece, caduto poco distante, non risparmiò il vicino edificio dell’Archivio di Stato.

Quindi la bomba che ammiriamo in chiesa, seppur corrispondente alle stesse caratteristiche, non può essere la stessa piovuta dal cielo in quella drammatica circostanza, più probabilmente si tratta di un’altra granata, trovata  nelle vicinanze, anch’essa non scoppiata e posta dai fedeli nella navata laterale a eterno ricordo dell’offesa subita.

Dopo Magone nel 218 a. C, il Sacco di Genova del 1522, il bombardamento di Re Sole  del 1684 e l’eccidio del La Marmora del 1849 Genova ancora “Superba” si oppone alle bombe nemiche!

4 pensieri riguardo “La bomba inesplosa… nel segno della Regina…”

  1. Grazie Caro Vittorio, ora ricordo quanto hai scritto, avevo letto
    questo fatto che non era quella caduta, ma comunque per GENOVA sono stati momenti tremendi, per tale fatto IO SONO CONTRARIA ALLE GUERRE. Si puo’ discuttere, litigare quanto si vuole ma con la testa sul collo.Io sono sempre per RAGIONARE, TROVARE la ragione in Leggi di cui vi sono ma Non vengono più applicate. ABBIAMO TOLTO LA PENA DI MORTE E POI SI FANNO GUERRE?ROVINARE QUANTO il SIGNORE CI HA DONATO. Grazie Carissimo di tutto.

  2. Il bombardamento navale della flotta inglese del 9 febbraio 1941 non è stato l’ennesimo ma il primo forte bombardamento navale.Anche se ero una bambina lo ricordo bene perché la nostra casa era stata colpita e io ero stata ferita gravemente.Stavo morendo dissanguata e mi hanno miracolosamente salvato al Pronto Soccorso di Pammatone anche se i feriti erano innumerevoli e la città,impreparata,era nel caos. Caro Vittorio scusami se mi sono dilungata ma,anche se sono passati tanti anni,ricordo ogni momento di quel mattino,dall’inizio del bombardamento fino all’arrivo a Pammatone.

    1. Hai ragione Marta, non è stato l’ennesimo bensì il secondo di una certa gravità (il primo giugno 1940). Ben venga la testimonianza diretta di uno degli oltre 270 feriti di quel bombardamento.

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