Il monumento del Diavolo

Finalmente è stata colmata la gravosa lacuna. Eh si perché, incredibile a dirsi, fino al 21 ottobre scorso, non aveva mai dedicato un monumento ad uno dei suoi più illustri figli, Niccolò Paganini.

La statua realizzata dallo scultore bresciano è stata collocata davanti all’ingresso del Carlo Felice, il principale teatro cittadino.

Alla presenza delle autorità e del celebre critico d’arte nonché presidente della Fondazione Pallavicino promotrice dell’iniziativa è stato così, all’imbocco della Galleria Giuseppe Siri, svelato il manufatto.

Scarpella, spiega Sgarbi, “ha stravolto la sua prima immagine statica di Paganini, che viene da una bellissima invenzione di Ingres. Poi ha capito che aveva sbagliato: aveva rappresentato il corpo ma non l’anima. Così è diventato scultore dell’anima di Paganini: lo ha fatto elettrico, dinamico, col suono che sembra uscire dal violino che si aggancia sotto il mento, con una forma del naso grifagna come per far diventare il violino una parte del suo corpo”.

La statua, in bronzo, alta 2 metri e 5 centimetri, è ricoperta da patina dorata «per impreziosirla e perché viva anche di luce propria, per caricarla di effetti – dice il cinquantenne artista bresciano, ieri protagonista con la sua creatività a Genova -. Ha tratti un po’ diabolici, questa statua. Come vuole l’immagine comune che ci è stata tramandata di lui, da divo attento alla sua immagine quale fu. E siccome il maestro era un virtuoso del violino anch’io mi sono espresso con virtuosismi dell’arte scultorea, curando particolari, ricorrendo a raffinatezze e ai cosiddetti capricci» che per una fascinosa simmetria. Scarpella richiama così i celebri «Capricci» del compositore.

Insomma un po’ luciferino, come vuole la tradizione ed un po’ rock star del primo ’800 come recentemente ripensato in chiave più moderna.

“Non ci sarà mai più un secondo Paganini”.

Franz Liszt. Compositore ungherese (1811-1886).

In copertina: Il monumento a Paganini. Foto di Salvatore Camba.

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