Il leone del Malpasso…

"Il leone del Malpasso, una sfinge sul Promontorio di Capo Noli".

Percorrendo la litoranea fra Capo e Finale ci si imbatte in una curiosa figura scolpita, a picco sul mare, dall’erosione del mare e del vento.

La natura si è divertita a disegnare un fiero leone mentre scruta il mare. A questa scultura è legata la leggenda che narra di un tal Leone che, molti secoli fa prode marinaio della Repubblica di Noli, si era imbarcato verso l’Africa con la speranza di poter ammirare dal vivo l’esotico felino di cui portava il nome.

Fu così che, giunto sulle coste del Marocco, organizzò con gli indigeni una battuta di caccia che, dopo tre giorni, culminò con la cattura di un maestoso esemplare, dalla folta criniera, del re della Savana.

Leone decise di portare con sè il leone vivo come bottino di caccia per poterlo mostrare orgoglioso a parenti e amici.

Tra antilopi, gazzelle e bestie varie vive di cui si nutriva e i lavori necessari alla manutenzione della grande gabbia lignea per alloggiarlo, Leone spese tutta la sua paga faticosamente guadagnata in quell’avventuroso viaggio.

Una volta giunto a destinazione, Il leone trasportato sulla collina delle Manie dove abitava il marinaio, ruggiva di continuo e con una potenza inaudita tale da spaventare tutto il vicinato nel raggio di parecchi chilometri.

“Il leone del Malpasso”.

Finalmente un bel giorno la belva riuscì ad evadere dalla sua gabbia e corse verso il mare da dove, proveniente dall’altra sponda del Mediterraneo, sentiva il malinconico e disperato richiamo della sua amata che, anch’essa, aveva attraversato il deserto per raggiungere la spiaggia. I lamenti della leonessa e i ruggiti del suo compagno infastidirono non  poco la quiete di un mago che alloggiava lì vicino, in una delle caverne sottostanti la scogliera. Nonostante le rimostranze e le minacce dello stregone il leone non smise mai di ruggire tutto il suo dolore e di rispondere ai richiami della sua bella così questi lo trasformò, per ridurlo al silenzio, in pietra.

Lo si può ammirare, seduto sconsolato, fieramente proteso verso il mare a scrutare l’orizzonte in cerca del suo amore. Nei giorni in cui soffia forte il vento, se si passa da quelle parti, si può ancora oggi udire il doloroso richiamo della leonessa in cerca del compagno rapito… Il leone del Malpasso!

 

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