Bomba su bomba…

"Bombardieri b-24 americani nel cielo di Genova".

Fin dai tempi remoti innumerevoli sono state le volte in cui è stata distrutta, umiliata, offesa:

penso ai Cartaginesi guidati da Magone che nel 205 a.C. la rasero al suolo, ai Saraceni nel 935 d.C. che ne violarono il litorale, per non parlare di francesi, spagnoli, austriaci, inglesi e Savoia.

"Il bombardamento del 1684 illustrato da Jan Karel Donatus".
“Il bombardamento del 1684 illustrato da Jan Karel Donatus”.

Il terribile sacco di Genova ad opera degli spagnoli nel 1522 ma senza dubbio alcuno l’aggressione ordita nel 1684 da Luigi XIV re Sole entra di diritto fra le più terribili. Non da meno fu l’assedio austro inglese del 1800 ricordato per l’eroica e strenua resistenza portata avanti dalla città comandata dal generale nizzardo Massena.

Che dire poi del vergognoso eccidio del 1849 perpetrato dai bersaglieri del generale La Marmora per conto dei Savoia?

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“La Superba sotto il fuoco nemico”.

In tempi più recenti durante la seconda guerra mondiale i degli alleati provocarono circa 9000 vittime civili oltre a danni incalcolabili agli impianti industriali e al patrimonio artistico della città.

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“I resti del complesso conventuale di S. Silvestro in Sarzano dopo i raid del 1942. Genova colpita al cuore”.

Genova come recita l’antico motto “flangar non flectar” mi spezzerò ma non mi piegherò che si può anche leggere al contrario “Flectar non flangar” mi piegherò ma non mi spezzerò, si è sempre orgogliosamente rialzata.

Le prime avvisaglie si ebbero il 11 e 13  giugno 1940,  cioè nei giorni immediatamente successivi all’entrata in guerra dell’ quando Inghilterra e Francia iniziarono i primi attacchi aerei. Ma il 14 giugno di quell’anno fu la data che rimase impressa nella memoria dei genovesi poiché  i Francesi intentarono addirittura un’azione navale contro Savona e Genova. L’operazione ebbe esito di poco conto ma scalfì non poco l’umore della popolazione e il morale dell’esercito, proiettati subito nello scontro, senza neanche aver avuto il tempo di realizzare la gravità della situazione.

Nel periodo compreso fra il 1941 e il 1945 gli storici hanno calcolato che i bombardamenti distrussero o danneggiarono gravemente 16000 edifici in tutta l’area comunale.

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“La chiesa di S. Stefano dopo il bombardamento dell’8 agosto 1943”.

La Superba dovette subire ben 86 incursioni aeree volte non solo a colpire le industrie e il porto ma anche il centro abitato con l’intenzione di terrorizzare la popolazione.

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“La zona atterrata di S. Donato in cui si staglia eroico il suo campanile”.

Il 9 febbraio 1941 le navi inglesi provenienti da Gibilterra attuarono “l’operazione Grog” entrando, di sorpresa, senza incontrare alcuna resistenza nel golfo di Genova seminando morte e distruzione. Dalle 8:15, così raccontano le cronache del tempo, fino alle 9:45 i britannici scaricarono sulla Superba 273 proiettili di grosso e 782 di piccolo calibro. Circa 300 tonnellate di bombe provocarono 141 morti, 227 feriti e 2500 senzatetto, oltre 250 gli edifici distrutti, quattro navi ancorate in porto affondate e le acciaierie dell’Ansaldo danneggiate gravemente. In quest’occasione venne colpita anche la Cattedrale dove però l’ordigno non esplose. Via XX settembre, la civica biblioteca Berio, il centro storico e le colline, le zone maggiormente colpite.

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“La lapide che ricorda le vittime della tragedia della galleria delle Grazie”.

Legata sempre ai bombardamenti è la tragedia che si verificò nella galleria delle Grazie presso Porta Soprana dove, la notte fra il 23 e il 24 ottobre 1942, 354 genovesi morirono calpestati dalla ressa di persone che, terrorizzate, cercavano di entrare nel rifugio.

L’anno seguente l’8 agosto 1943 è il teatro Carlo Felice ad essere distrutto in compagnia delle chiese di S. Stefano, Consolazione e S. Siro. Ben 169 le tonnellate sganciate su Genova, 100 morti e circa 13000 senza dimora. In quel nefasto autunno la città subì altri 6 bombardamenti causa di 1250 case abbattute.

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in macerie”.

Fu in questo periodo che la riviera di Levante perse uno dei suoi borghi più affascinanti; per via della posizione strategica del suo ponte ferroviario Recco, in seguito a 27 incursioni aeree fra 10 novembre del ’43 e l’agosto del’44, venne rasa al suolo.

In quell’anno anche Genova venne oltraggiata da 51 devastanti blitz culminati con il crollo, il 10 ottobre del ’44, della galleria di S. Benigno, causato da un fulmine che fece brillare delle cariche esplosive le quali, a loro volta, innescarono lo scoppio di un treno carico di munizioni, ricoverato nella galleria. Sotto i detriti del promontorio perirono 2000 persone.

Nel 1945 a gennaio i bombardamenti furono undici, a febbraio quattro e in marzo tre. Se ne contarono ancora sette anche in aprile quando, finalmente, Genova suonò la diana dell’insurrezione restituendo la libertà ai suoi cittadini.

4 pensieri riguardo “Bomba su bomba…”

  1. Bell’articolo, complimenti! Tra i bombardamenti della II Guerra Mondiale consiglierei di metterci anche il primo in assoluto: quello navale francese del 14 Giugno 1940 (solo a quattro giorni dall’entrata in guerra!). Questo non tanto per l’entità dei danni o per il numero di vittime, quanto per lo shock che rappresentò per i genovesi (e i savonesi) vedere quanto fosse impreparata l’Italia persino a difendere il suo principale porto! Del resto, nonostante quel fattaccio, nemmeno un anno dopo si vide la stessa sconcertante impotenza contro la flotta inglese…
    Unico appunto: la tragedia di San Benigno, pur facendo parte delle disgrazie della guerra, non c’entra nulla con i bombardamenti. La tremenda esplosione, che distrusse parte del promontorio, fu provocata da un’eccezionale fatalità. Le indagini, italiane e germaniche, portarono ad attribuirla ad un fulmine, che fece brillare delle cariche esplosive, le quali, a loro volta, provocarono l’esplosione di un treno carico di munizioni che si trovava nella galleria.
    Nel dopoguerra, qualcuno parlò anche di attentato partigiano, ma questa notizia appare totalmente infondata, visto che perirono pure circa duecento soldati tedeschi e questo avrebbe portato ad una certa ed inevitabile rappresaglia, che, invece, non avvenne (sarebbe stata terrificante, visto il rapporto 1 tedesco = 10 italiani adottato dai nazisti!).

    1. Grazie Roberto per le tue preziose precisazioni… Per quanto riguarda il primo bombardamento, hai ragione, doveroso citarlo e provvederò ad inserirlo. Per quanto concerne S. Benigno, cercherò di farlo risalire senza, rischiare spero, di appesantire il contesto.

  2. Mi fa sempre tristezza parlare dei bombardamenti perché io,come ho già detto un’altra volta,sono rimasta gravemente ferita il 9 febbraio 1941 ero una bambina e quell’episodio ha inciso sul mio carattere,ancora adesso il ricordo e’ vivissimo. Ma è vero Genova è riuscita sempre a risorgere.

  3. Ci resta una magra soddisfazione: alla fine della Guerra, Churchill (che era in vacanza in una villa sulle rive di un lago lombardo), decise di venirsene qualche giorno a Recco. Il Premier si dilettava di pittura ed ebbe la cattiva idea di girare per il centro storico di Recco, con cavalletto e colori, traendo ispirazione dai ruderi provocati dai “suoi” bombardamenti. I Recchellini, riconosciutolo, stavano per “appenderlo” e Sir Winston dovette scappare precipitosamente in auto e fare ritorno alla villa lombarda…

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