Lo scalone di Hitchcock

La straordinaria carriera di  come regista ebbe inizio proprio a in una primaverile mattina del 1925. La scena della pellicola d’esordio “The Pleasure Garden” infatti (Il Giardino del Piacere) si apriva con la partenza di una nave ripresa dalle banchine del porto della Superba.

A raccontarlo è il famoso cineasta stesso nel libro intervista “Il cinema secondo Hitchcock” realizzato nel 1962 ed edito nel 1966 dal giovane collega francese François Truffaut.

Il futuro maestro del brivido prese alloggio in quel periodo presso l’ di Via XX Settembre, albergo in cui ritornò poi più volte nel corso degli anni a venire, raccontandone aneddoti, disavventure e peripezie.

Al suo interno l’edificio è caratterizzato da un lussuoso arredo in puro stile liberty e da un particolarissimo scalone ellittico in marmo bianco capace di fornire all’osservatore vertiginose prospettive che non lasciarono evidentemente indifferente nemmeno il geniale regista anglo americano.

Si narra infatti che fu proprio questa ipnotica spirale, realizzata nel 1905 dall’architetto Dario Carbone, ad aver ispirato Alfred – che si trovava al Bristol per girare alcune scene di “Caccia al Ladro – la stesura della scenneggiatura del film “Vertigo” conosciuto in con il titolo di “La Donna che visse due volte”.

La Grande Bellezza…

In copertina: Lo Scalone del Bristol. Foto di Stegfano Eloggi.

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