L’Annunciazione di Orazio Gentileschi

Per in pittura il ‘600 è sinonimo di Barocco. Lo stile sviluppato sulle orme di Rubens e Van Dyck da un fiorire di grandi artisti locali quali, fra i tanti, Bernardo Strozzi, Domenico Fiasella e Giovanni Battista Gaulli detto Il Baciccio.

In questo contesto, nei primi decenni del secolo, emerge comunque l’opera di un artista toscano la cui opera si rifà invece ai dettami più classici di Caravaggio.

Nella chiesa di S. Siro si può infatti ammirare l’Annunciazione, lo straordinario capolavoro del pisano Orazio Gentileschi.

Sulla tela l’artista imprime il suo stile intimo e sobrio. Ecco allora, iniziando dai dettagli, il letto disfatto con il lenzuolo stropicciato.

La finestra, con i realistici vetri a losanghe, da cui entra lo Spirito Santo sottoforma di colomba mentre la luce si abbatte sul muro evidenziandone una realistica crepa.

Protagonista è l’angelo dipinto con una raffinata gamma di sfumature che variano dal viola al rosa delle maniche, al giallo della veste nel suo soffice panneggio, fino alle piume delle ali che sembrano scolpite nel marmo.

Mentre la Vergine appare in atteggiamento pudico e discreto il profilo dell’angelo esce dall’ombra volgendosi verso la mano in piena luce ad indicare la volontà dello Spirito Santo di cui è esecutore.

La Grande Bellezza…

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