Il Salone del Maggior Consiglio

"Il Salone del Maggior Consiglio".

La versione originale della sala di in cui si riunivano i 400 nobili che decidevano dei destini della Repubblica è andata distrutta dopo il furioso incendio avvenuto nel 1777. In quell’occasione si persero gli affreschi di Marcantonio Franceschini e del Solimena, e le opere di Tommaso Aldobrandini. Sfarzosamente riedificata in un tripudio di stucchi e arredi neoclassici su progetto del Cantoni viene decorata nelle lunette con “la Battaglia della Meloria” del David e con “Leonardo Montaldo libera Jacopo da Lusignano re di Cipro” del Tagliafichi. La decorazione della volta invece venne affidata al Tiepolo che la affrescò con le “Glorie della Famiglia GiustinianI”. Nel 1875  l’opera del pittore veneziano venne sostituita con “l’allegoria del Commercio dei Liguri”, arte in cui i nostri avi da sempre avevano dimostrato di eccellere, di Giuseppe Isola.

Sullo sfondo del salone dove un tempo si trovava il trono del Doge si possono ancora ammirare le due splendide statue della Giustizia e della Fortezza scolpite rispettivamente da Nicolò Traverso e Francesco Maria Ravaschio.

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