“E Nûvie”

"Nuvole sul nostro mare". Foto di Francesco Auteri.

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

sopra la Lanterna”.

Vengono
Vanno
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia”.

(cit. testo completo di “Nuvole” di F. De Andrè).

 

 

 

Un commento su ““E Nûvie””

  1. Sono sicuramente rimasta bambina: adoro individuare persone o oggetti nelle nuvole. In esse mi perdo, quando il vento le trasforma.
    Quanto ai versi di Fabrizio: chapeau

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