La collina di Castello

La con il sottostante Campo di (Sarzano) sovrasta l’insenutara del Mandraccio e accoglie l’antico oppidum cittadino (V Sec. a. C.) posto a difesa dell’approdo di Genua, poi città murata e sede della “Compagna communis” nel 1099.

Per conformazione e collocazione la zona di Castello appartenne prima ad una grande consorteria, quella degli Embriaci De Castro, poi al vescovo e, infine, a diverse comunità religiose (in particolare i domenicani di S. Maria di Castello) che qui costruirono vasti complessi conventuali sia femminili che maschili.

Il sole al tramonto illumina con la sua luce dorata della Torre De Castri e dei campanili di San Silvestro, di Santa Maria di Castello e di .

“Anche la luce sembra morire
Nell’ombra incerta di un divenire
Dove anche l’alba diventa sera
E i volti sembrano teschi di cera”.

Cit. da “Inverno” di Fabrizio De Andre’.

La Grande Bellezza…

Foto di Leti Gagge.

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