… Quando la Passeggiata di Nervi…

non era ancora stata intitolata alla moglie dell’eroe dei due mondi… quando il Promontorio di Portofino e la si sorvegliavano a vicenda… intenti a scrutare l’orizzonte.

La passeggiata a mare infatti, portava allora il nome, in onore dei Savoia, “Principessa di Piemonte” (fino al 20/4/1944) poi, durante la Repubblica di Salò, “X Flottiglia Mas”, in omaggio al valoroso corpo militare della Marina. Poco dopo la Liberazione di la Promenade venne definitivamente dedicata ad Anita Garibaldi (19/6/45), coraggiosa e fedele compagna del Generale.

La cinquecentesca torre che ospita oggi alcune associazioni (Lega Navale e Alpini del quartiere) era nota invece con il nome di “torre del fieno”, per via del combustibile usato per produrre segnali di fumo e comunicare a tutto il litorale gli avvistamenti di pirati e nemici. Mutò nome a metà dell’800 in onore del promotore della scenografica passeggiata, il Marchese Gropallo che l’aveva acquistata.

Coppie che passeggiano mano nella mano, eleganti signori che discutono amabilmente, mare mosso e spumeggiante, il sentiero che s’inerpica sulla scogliera, la torre immobile ma vigile e là, in fondo, il gigante sdraiato a protezione… negli ultimi due secoli, in fondo, non è cambiato granché… manca solo la sagoma, oggi abbandonata, della Marinella.

4 pensieri riguardo “… Quando la Passeggiata di Nervi…”

  1. Ho percorso tante volte quella passeggiata senza sapere che nome avesse. L’ho percorsa da ragazza,poi con i miei bambini che adesso sono uomini e ultimamente con il mio nipotino. Mi piace sempre andarci anche se la Marinella mi manca un po’.

  2. Proprio davanti alla Marinella, si davano appuntamento negli anni “20, i miei nonni paterni. Lei milanese al 100% veniva a trovare una sorella sposata qui a Genova.
    Finì che si sposarono nel “27 e nel “29 ebbero un bimbo. Non finisce con il classico: è vissero felici e contenti. Lui non le aveva confessato di avere la tubercosi e morì dopo pochi anni. A lei rimasero il ricordo delle romantiche passeggiate a Nervi e della Marinella.

    1. Anche la mia bisnonna venne, dell’Emilia, a soggiornare a Nervi per curarsi dalla tubercolosi ma non servì, purtroppo a nulla.

  3. Ricordo da bimbo che a Nervi si vedevano molti stranieri anche in pieno inverno,sopratutto inglesi,che consideravano l’aria benefica e il clima propizio a chi era in convalescenza o affetto da disturbi di vario genere.

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