…. Quando ancora non c’era la Scalinata del Milite…

del Milite Ignoto (attuali Caravelle)… e nemmeno l’austero edificio del Liceo classico Andrea D’Oria… quando l’enorme Piazza antistante non si chiamava già più e non ancora della Vittoria, bensì di Francia… quando,

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“La funicolare che sale verso le sopra il tratto che avrebbe ospitato la scalinata delle caravelle e il Liceo D’Oria”. Cartolina tratta dalla collezione di Stefano Finauri.
in occasione dell’ Expo del 1914, a , c’era la funivia panoramica…
quando nel breve tragitto tra la Stazione di partenza (più o meno all’altezza dell’attuale Palazzo INPS) e quella delle Mura del Prato di arrivo (bastione dietro il Doria, davanti al Galliera) si viveva un’esperienza mozzafiato… come in e in gran parte del mondo, non si era mai visto…

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“La in Corso A. Saffi”.
quando, altro che giapponesi, fu inaugurata la Telfer, il pioneristico treno che in soli nove minuti collegava in un percorso rialzato di quattro metri dal suolo, la Piazza con il (oltre due km)…
quando Genova annoverava solo primati… e l’Europa ci guardava con interesse e ammirazione…

 

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“La Telfer l’avveniristico treno monorotaia nel tratto di Corso Saffi, diretto verso Molo Giano, passando per la Strega, la batteria della Stella e, infine prima di giungere in porto, la Cava.”

 

 

6 pensieri riguardo “…. Quando ancora non c’era la Scalinata del Milite…”

  1. Genova era veramente all’avanguardia e famosa in molte parti del mondo.Peccato che la monorotaia non sia stata conservata ,sarebbe stata una comodità e una attrazione per la città.

  2. Sono semplicemente e felicemente stupefatta di conoscere tutte queste notizie. Grazie di cuore

  3. Ho notato che si trovano notizie e foto delle Colombiadi del 1892, ma molto poche dell’Esposizione del 1914, che non fu da meno. Forse perché si era alla vigilia della guerra che ha travolto ogni aspettativa di civile progresso. L’Esposizione stessa non era in linea con i preparativi per l’entrata in guerra degli Interventisti, ma piuttosto con la linea politica di Giolitti, che non voleva la guerra. Gli Interventisti prevalsero e proprio a Genova, col discorso di Quarto, D’Annunzio diede il via all’entrata in guerra.

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