La lapide di Vico Biscotti

L’attuale conformazione di , completamente distrutto dai bombardamenti del 1942, costituisce uno dei peggiori esempi di ricostruzione post bellica.

Il nome del caruggio rimanda all’omonima nobile famiglia di fede guelfa che, originaria di Lucca nel XV sec., nel 1528 fu ascritta nell’albergo dei Grillo.

Tutta l’area compresa fra S. Agostino e piazza delle Erbe che ospitava le antiche piazza dei Tessitori e (l’ultima sede del ghetto ebraico), negli anni ’90 è stata occupata da una colata di cemento: terrazze di asfalto e posteggi interrati sono sorti sulle macerie dei bombardamenti.

Il vico costeggiava un tempo, sul retro della chiesa di San Donato dove vi era anche un piccolo cimitero, l’Oratorio della Morte e della Misericordia.

I membri di tale Confraternita erano preposti alla sepoltura dei poveri durante le pestilenze.

A ricordo di questo macabro passato rimane solo una sbiadita lapide del del 1885 che racconta -appunto- della nefasta peste del 1656.

In copertina: la lapide di Vico Biscotti.

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