“Ma Genova non saprei dimenticarla”…

Tetti e caruggi visti dalla spianata di Castelletto". Foto di Leti Gagge.

Quando io venni al mondo era una delle più belle e tipiche città italiane. Aveva un centro storico ben conservato e tale da conferirle un posto di privilegio tra le villes d’art del mondo; una circonvallazione più moderna dalla quale il mare dei tetti grigi d’ardesia lasciava allo scoperto incomparabili giardini pensili; e a partire dalla regale via del centro una ragnatela di caruggi che giungeva fino al porto […]. Ma Genova non saprei dimenticarla. Ne conosco il dialetto, l’ho parlato a casa e fuori […]. Una città che è una striscia di venti chilometri, da Voltri a Nervi, e a mezza via il grosso nodo centrale. Vista da un aereo sembra un serpente che abbia inghiottito un coniglio senza poterlo digerire.

Un commento su ““Ma Genova non saprei dimenticarla”…”

  1. Amare Genova è: trovare le parole cercate e riceverle da un poeta già, da me AMATO. GRAZIE GENOVA PER IL TUO MONTALE

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