Genovesi d’Oriente

“Nessuno appartiene a quanto i genovesi d’Oriente. Nessuno sa amarla come loro. Per quanto essa cada, la vedono in piedi; per quanto imbruttisca, la vedono bella; per quanto sia rovinata e schernita, la vedono prospera e sovrana. Del suo impero non resta niente, niente eccetto la Corsica e quella magra repubblica costiera dove ogni quartiere dà le spalle all’altro, dove ogni famiglia augura la peste all’altra e dove tutti maledicono il re cattolico pur continuando a sgomitare nell’anticamera dei suoi rappresentanti; nel cielo dei genovesi in esilio, invece, brillano ancora i nomi di Cafra, di Tana, di Jalta, di Mavocastro, di Famagosta, di Tenedo, di Focea, di Pera e Galata, di Samotracia e Cassandra, di Lesbo, di Lemno, di Samo, di Icaria, di Chio e di Gibelleto – tante stelle, tante galassie, tante strade illuminate!”

Cit. Amin Maalouf

Nella foto la Torre Galata svetta su Istanbul.

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