Così parlò Zarathustra…

"Ritratto di Nietzche".
“Rendo grazie alla sorte… che mi ha fatto capitare in quella dura, austera città durante gli anni della decadence … Quando uno va a è come se ogni volta fosse riuscito ad evadere da sé: la volontà si dilata non si ha più coraggio di essere vili.
Mai ho sentito l’animo traboccante di gratitudine, come durante questo mio pellegrinaggio attraverso Genova”.
Così Nietzsche scriveva nel 1888 ai suoi familiari a proposito del suo soggiorno genovese.
Il filosofo tedesco capitò e abitò spesso in città dimorando sempre in luoghi diversi; pensioni nel centro storico o umili stanze in Via Palestro prima e, in Salita delle Battistine, poi.
Ma Friedrich non disdegnava nemmeno il bel clima della Riviera crogiolandosi al sole della Ruta, di Santa Margherita e di Rapallo, tutte località da questi frequentate e vissute.
Durante il soggiorno nella nostra regione compose, oltre a numerose poesie ispirate da Genova, anche alcune delle sue principali opere che avrebbero influenzato il pensiero occidentale quali: “La Gaia Scienza”, “Gli idilli messinesi”, “Così parlò Zarathustra” e “Aurora”.
“Felice e superbo” sono gli aggettivi che più sovente il Tedesco associa al suo nuovo “sentire”, percepisce Colombo, Paganini e Mazzini come tre superuomini da cui trarre esempio ed energia…
E poi il clima, il sole, il mare… le caratteristiche peculiari del Sud espresse in una città del Nord, sconvolgente per un tedesco!
… anche nel pensiero del più influente filosofo… Genova.

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