“Con la noncurante maestà di una Regina”…

"Dumas da giovane in un ritratto posterioredel 1878 di C.Bellay".

Quando nel 1841 Alexandre Dumas (padre), all’età di 39 anni, giunse a era già uomo di un certo successo.

E pensare che non aveva ancora scritto i suoi capolavori e nemmeno fatto amicizia con il Generale Giuseppe Garibaldi per il quale nutriva una profonda stima.

L’autore de “I Tre Moschettieri” e “Il Conte di Montecristo”così annotava nei suoi appunti raccolti in “Genova la Superba”:

“Genova viene, per così dire, incontro al viaggiatore … Una città che s’è data da sola il soprannome di “Superba” e che da sei o sette leghe già si scorge all’orizzonte, distesa in fondo al suo golfo con la noncurante maestà d’una regina … Quale fu la causa del lusso quasi incomprensibile di palazzi che il viaggiatore trova sparsi sulla sua strada con la stessa profusione delle villette nei dintorni di Marsiglia? Furono le leggi sumptuarie della Repubblica [di Genova] che proibivano di dar feste, di abbigliarsi di velluti e di broccati e di portar diamanti; tali leggi non si estendevano oltre le mura della Capitale e perciò il lusso di quei turbolenti ed orgogliosi repubblicani si era rifugiato in campagna.

“Dumas racconta Garibaldi. Gli dedicò due libri: Memorie redatte nel 1860 e I garibaldini scritto, l’anno successivo, al seguito della spedizione dei Mille”.

In data 28 maggio 1860, il cinquantottenne Alexandre Dumas, da Genova – dove era giunto dodici giorni prima a bordo della sua goletta “Emma” -, annotava in una pagina di diario che poi avrebbe riportato nel volume Les garibaldiens:

“L’Hotel de France in Via al Ponte Reale”. Cartolina tratta dalla collezione di Stefano Finauri.

“Avevo appena messo la parola fine alle mie Memorie di Garibaldi; e quando dico “fine” è chiaro che alludo solo alla prima parte. Infatti, con l’andatura che ha preso, il mio eroe promette di fornirmi materia per una lunga serie di volumi! Appena sbarcato, appresi che Garibaldi era salpato alla volta della Sicilia nella notte tra il 5 e il 6 maggio: prima di partire aveva lasciato degli appunti per me all’illustre storico Vecchi, nostro comune amico, e aveva pregato Bertani, Sacchi e Medici di darmi a voce altri particolari che non aveva avuto il tempo di dettare. Ecco perché mi trovo da dodici giorni all’Hotel de France, dove lavoro sedici ore su ventiquattro; il che, del resto, non si discosta molto dalle mie abitudini”.

Sotto le finestre dell’Hotel lei, incomparabilmente affascinante, “distesa in fondo al suo golfo con la noncurante maestà di una regina.

2 pensieri riguardo ““Con la noncurante maestà di una Regina”…”

  1. Come cittadino amante della mia città sono grato a questa associazione per la grande quantità di materiale interessante e raro messo a disposizione di tutti !!! Più seguo il sito più rimango stupefatto della grandezza di Genova nei secoli passati…visitata e frequentata da tutti gli uomini di cultura più importanti…forse anche incuriositi del fatto che questa città non ha mai fatto nulla per mettersi in mostra…ma civettuolamente come una gran dama essere scoperta…eh si la ritrosia atavica ligure!!! Grazie e buon lavoro.

  2. Grazie Renato. Proprio questo è l’obiettivo del mio sito: rendere i genovesi più orgogliosi della loro città.
    Vittorio

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