La leggenda della pizza di Andrea…

l’antenata della pizza napoletana è nata a Genova sul finire del Quattrocento.

Nella versione originale era una focaccia cotta in tegame, ricoperta di acciughe e prescinseua.

In seguito fu arricchita di altri ingredienti come il pomodoro (proveniente dal Nuovo Mondo), l’origano, i capperi e le olive (rigorosamente taggiasche) e venne abolita la quagliata.

Questa, secondo la tradizione, è la versione cara all’ammiraglio Andrea Doria che ne andava matto.

"L'ammiraglio Andrea Doria".

“L’ammiraglio ”.

Nel corso dei secoli in tutto il ponente, Francia compresa, si sono diffuse numerose varianti, la più celebre delle quali è la “” sanremese, nota anche con il nome di “”.

A Ventimiglia “Pisciadèla, nel nizzardo, un tempo territorio della Repubblica, si chiama “”, in Francia.

Per quanto affascinante sia, la vicenda legata all’ammiraglio è una leggenda.

Non esistono infatti documenti storici che attestino la predilezione di Andrea per questo piatto. Secondo i linguisti la genesi del termine non avrebbe dunque nulla a che fare con la fantasiosa associazione. Il vocabolo “pissaladiera, pissaladiėre” deriverebbe invece dalla fusione della traduzione provenzale del germanico “pizzo, bizzo” che significa boccone, con “salade” salato. Ciò probabilmente dettato dalla necessità di sottolineare il carattere salmastro (presenza di pesce salato) e distinguerlo quindi da altre tipologie di focacce, meno sapide, come le torte di verdure. Boccone salato è quindi, con buona pace della suggestiva versione legata al grande onegliese Principe di Melfi,  l’interpretazione più corretta.

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