Storia della “Gattafura” (la torta pasqualina) …

"Torte Pasqualine appena sfornate".
Con questo curioso titolo era nota, secoli fa, la torta pasqualina e in generale le .
Per la prima volta così nominata nel quattordicesimo secolo dal letterato milanese Ortensio Lando che la incluse nel suo “Catalogo delli inventori delle cose che si mangiano et si bevano”.
Evidentemente ai gatti doveva essere piaciuta molto questa torta erbacea a base di bietole, formaggio, uova e… prescinseua, ma anche l’umanista doveva esserne rimasto soddisfatto per esclamare: “A me piacque più che all’orso il miele”.
Questa torta salata veniva preparata per la festa pasquale rivestita, secondo la tradizione, di ben trentatré strati di sfoglia, in omaggio agli anni di Cristo.


Ne esistevano almeno un paio di varianti ma l’originale, anche se in molti pensano il contrario, non prevedeva i carciofi, bensì le bietole perché più economiche e facilmente reperibili presso le besagnine, rispetto alle più costose, perché fuori stagione, articiocche (carciofi).
Ancora oggi, nelle ormai rare Sciamadde, cosiccome sulle tavole della festa, non può mancare, per resuscitare gli appetiti, la Regina delle torte salate.

7 pensieri riguardo “Storia della “Gattafura” (la torta pasqualina) …”

  1. Carissimo Vittorio Tu che sei bravissimo puoi scrivere la ricetta, metteremo la sfoglia già pronta che ho visto l’altro giorno venire benissimo -l’ho tirata fuori dal frigo e quando è stato il momento era morbida ho messo dell’Olio sopra e nella parte sotto del Tegame basso ho inserito le bietole con uova, formaggio, maggiorana,Prescinseua Tigullio – Quagliata Genovese – me ne tengo sempre una per sicurezza si evita la besciamella ed è più gustosa, almeno per il mio gusto.Tutto amalgamato bene si và a occhio per l’abitudine, le bietole vanno passate con Olio e aglio in padella e asciugate bene, senza bruciare nulla.
    Vi sono le padelle antiaderenti sono meravigliose. messo in forno a 220°- Io ho il ven-
    tilato, ma credo sia in tutte le cucine, dopo 5 muniti inforno – ancora 5 minuti e dopo 180° per altri 20 minuti, ma è sempre bene dare un’occhiata.Si gonfia la sfoglia e quando è dorata fare attenzione, si dicono i minuti ma è bene controllate il bordo se è dorato è pronta, chiudere io lascio ancora 5 minuti e poi tiro fuori tutto.Si è in cucina per cui controllare è sempre bene dopo tanta fatica e spesa. Saluti a tutti e buonapettito con una bella insalatina e pomodori.

  2. Mia mamma la faceva sempre e era una meraviglia.Faceva tante sfoglie sottilissime,non erano 33 ma erano tante.Penso che la pasta sfoglia già pronta non vada bene perché troppo ricca di grassi ,la besciamella sarebbe un insulto alla pasqualina ,in mancanza di priscinseua si può adoperare la ricotta mescolata con un po’ di yogurt.

  3. Io ho sempre creduto che la Pasqualina fosse fatta esclusivamente di carciofi, che l’aggiunta di bietole fosse stata fatta x un fattore economico. La torta di bietole, io la compravo sempre all’antica Sciamadda di s.Giorgio, era fatta esclusivamente di bietole messe sulla sfoglia a crudo, con prescinseua ed aveva un sapore diverso.

  4. Mi piace tantissimo, però, lo ammetto fare la vera Pasqualina è lungo e laborioso, la so fare, ma cedo alla tentazione della pasta sfoglia pronta !!

  5. Piuttosto che la sfoglia fare uno strato solo di pasta semplice (farina 1 cucchiaio olio,acqua tiepida, una presa di sale. Far riposare 15 minuti)
    E la bacamelle….no!

  6. La vera è fatta di bietole e prescinsuoa . Tanti dicono anche con le erbe del.prebugiun …io invece la faccio con i carciofi . (X la pasta farina,olioacqua tiepida sale e faccio riposare x 15 min

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