La cripta più antica

Nella versione attuale il , causa i bombardamenti della seconda guerra mondiale, si presenta in maniera anonima abbellito nell’antistante piazzetta dalla statua del Padre Santo (1963) di Guido Galletti.

Il tempio venne eretto nelle forme originarie nel XI sec. e fu intitolato alla Madonna delle Grazie per volere dei marinai. Costoro infatti, data la vicinanza al mare, lo elessero a loro santuario e meta delle loro suppliche.

Nel ‘500 l’edificio venne quasi completamente ricostruito. Solo il campanile, a bifore, resta orgoglioso testimone della primitiva struttura.

In realtà il sito posto sulla scogliera del Mandraccio è antichissimo. Secondo alcune fonti risalirebbe addirittura al V sec. d. C, dedicato ai santi Nazario e Celso, e sarebbe stato costruito, come la vicina ex cattedrale di S. Maria di Castello, per ordine del re longobardo Ariperto.

“Interni della cripta”. Foto di Anna Rosa Basile.

Negli anni ’50 del secolo scorso durante i lavori di ristrutturazione della sottostante cisterna gli operai fecero un inaspettato ritrovamento.

All’altezza dell’odierna Via Quadrio, al livello di quella che un tempo era la spiaggia, scoprirono una piccola cripta di origine romanica che, secondo le fonti, sarebbe il più antico tempio cristiano cittadino.

Qui secondo la tradizione sarebbero approdati i due santi martiri e vi avrebbero celebrato la prima messa iniziando l’evangelizzazione della nostra regione.

La cripta è visitabile ogni venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 grazie al prezioso contributo dei volontari di S. Maria di Castello.

In copertina foto della cripta di Anna Rosa Basile.

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