Portale di S. Croce

In Via Santa Croce, vicino al sito dove sorgeva l’omonima Porta, fa bella mostra di sé questo portale in ardesia, ricostruito recentemente su modello dell’originale cinquecentesco.
Il motto “flangar non flectar” (Mi spezzerò ma non mi piegherò) rispecchia, a mio modo di vedere, lo spirito con cui ha sempre affrontato le dominazioni e le umiliazioni patite.
Il sovrastante stemma nobiliare invece rappresenta un’aquila a due teste che regge con le zampe un globo ed una fiaccola.
E’ l’insegna della Casata degli Spinola famiglia che, insieme a quella dei Doria faceva parte della fazione Imperiale, chiamata a Genova dei “Mascherati”.
I filo papali invece si chiamavano “Rampini”, fra le loro fila militavano, anche se la divisione non è così schematica ed assoluta, Fieschi e Grimaldi.

Storia di una Madonna infreddolita…

e… dimenticata
In Vico della Neve, fino alla fine dell’800, si trovavano le botteghe che vendevano ghiaccio e neve necessari per la conservazione degli alimenti.
Venivano prodotti dalle neviere ricavate nei pressi del Forte Diamante.

“S’intravedono ancora i vivaci colori del giallo ocra dell’edicola e l’azzurro intenso del tabernacolo. Sotto la statua, sul , portale, il trigramma di Cristo con corona”. Foto di Giovanni Caciagli.

Come ogni mestiere o corporazione che si rispetti anche questi artigiani eressero la loro edicola intitolandola alla Madonna Regina e al Bambinello. Realizzata in stucco nel XVIII sec. oggi,  purtroppo, giace mutilata e trascurata, dimenticata da tutti nel più imbarazzante degrado.
La Madonna della Neve, questo il suo nome, ha sopportato il freddo delle neviere ma non quello dell’indifferenza.

Storia di due strepitosi portali…

… di S. Giorgio…
Per alcuni opera di Giovanni , per altri di Pace, in Vico Indoratori n. 2 si può ammirare un sovrapporta con una particolare rappresentazione di S. Giorgio e il drago:
In questo bassorilievo infatti, oltre ai due guerrieri che sorreggono gli scudi abrasi posti a lato, sullo sfondo, si notano elementi e personaggi scolpiti con la stessa raffinatezza dell’Adorazione dei Magi (il Presepe di Via Orefici) e del S. Giorgio di Piazza S. Matteo.

Portale di S. Giorgio in Vico Indoratori n. 2″. Foto di Sergio Gandus.


Ma la vera particolarità di questa immagine (non posso affermare con certezza che sia l’unica ma, sicuramente, fra le poche) sta nel fatto che il drago non è, come al solito sdraiato, bensì rampante e immortalato nell’atto di sputare fiamme sul santo.
Il sovrapporta di Piazza S. Matteo invece, certamente concepito da Giovanni Gagini, riprende l’iconografia classica e, visto il suo ottimo stato di conservazione e la sua straordinaria bellezza, si commenta da solo.

“Sovrapporta con S. Giorgio e il drago di palazzo Giorgio Doria in Piazza S. Matteo”. Foto di Sergio Gandus.


Manca si il volto del Cavaliere e, anche qui, gli scudi sono abrasi ma, come nel Presepe, spiccano i dettagli come il pastore che suona la cornamusa e il gregge al pascolo.