Caruggi.

“Sono rimasto quasi un mese a Parigi, otto giorni a Lione, undici a Torino e ora sono a da circa tre settimane…

Nessuna città mi è piaciuta più di questa. Le chiese, i palazzi, per la verità anche le comuni case d’abitazione, sono splendidi.

Ma c’è un difetto, la maggior parte delle strade sono molto anguste”…

Cit. George (1685 – 1753) filosofo, teologo e vescovo anglicano irlandese.

Vico Indoratori. Foto di Francesco Auteri.

Le Bettole illuminate

“Nel fondo delle bettole genovesi troverai sprazzi d’arte e di bellezza e fors’anche spruzzi di vino buono, se anche il bicchiere non ti è lanciato direttamente in viso.

Se sei poeta, pittore, idealista, volgi i tuoi passi lungo l’aperta Piazza Caricamento, verso il porto, e fermati a breve distanza dal vecchio e glorioso Banco di S. Giorgio, dove il nostro occhio spirituale ancor vede uscire dall’acqua un brandello della sottoveste di Fiesco.

Sotto palazzi altissimi, che vanno con le loro torri a grattare le nuvole, accucciate come cani ai piedi del padrone, troverai una folla lillipuziana di curiose e care taverne: camerette aperte sulla strada, dentro le quali ferve pittoresca e gioconda la vita della gente del porto.

Al primo piano, sopra il piccolo locale modesto lungo la strada, s’allineano bottegucce d’ogni specie il cui ingresso è dalla parte opposta e a piano terra sotto i porticati. […] La sera quando tutte le finestrine delle botteghe e gli interni delle piccole bettole s’illuminano, lo spettacolo è meraviglioso e dà l’impressione di una costruzione fantastica in una festa d’artisti”.

Cit. Hans (1862 – 1928) scrittore tedesco.

Foto di Alessandro Platone.

“Una città affascinante”.

“Bisognerebbe dedicare una giornata a ognuna di queste case di stile diverso dentro e fuori. Questa varietà colpisce, abbaglia, diverte e affatica. Ci sono molti marmi, molti affreschi, molte dorature, e tutto questo deve essere costato molti soldi.

All’esterno sono piccole e graziose. Dentro le stanze sono ampie, e ci si stupisce che riescano a stare in palazzi che sembrano occupare tanto poco spazio”.

Così annotava meravigliata la scrittrice parigina che poi però aggiungeva invece perplessa e forse un po’ delusa:

“Più lontano ci sono delle belle passeggiate fiancheggiate da brutte casette, da ricche chiese piene di oggetti preziosi e costosi; e poi dei sentieri scoscesi, costeggiati da orribili casermoni, passaggi scuri che all’improvviso si aprono su verzure abbaglianti; poi la roccia a picco dietro e davanti a sé; poi il mare visto dall’alto e sempre bello; fortificazioni gigantesche, interminabili; giardini sui tetti; ville buttate a caso sulle colline circostanti, profusione di casamenti chiassosi che, visti da lontano, rovinano il quadro naturale della città; insomma, è incoerente: non è una città, è un ammasso di nidi che ogni tipo di uccello è venuto a costruire qui, facendo ognuno di testa sua e appropriandosi del luogo e dei materiali che più gli piacciono.

Se non sapessi di essere in , non farei fatica a credere che è tutt’altro luogo da ciò che mi aspettavo. Non bisogna pensarci, piuttosto arrendersi a questa influenza di disordine e capriccio che a prima vista fa impazzire”.

Ma alla fine dei conti non doveva poi esserle così dispiaciuta se decise di trascorrervi qualche giorno in compagnia del suo amore, il celebre compositore polacco:

“Vedendo rinascere con la primavera e non più bisognoso di cure intense, approvò il progetto di andare a passare qualche giorno a Genova.

Fu un piacere per me rivedere con Maurice tutti i bei palazzi e i bei quadri di questa città affascinante”.

Cit. George Sand. (1804-1876) drammaturga e scrittrice francese compagna di Chopin (1810-1849) compositore polacco.

“Solo i Genovesi…”

“Questi uomini sobri, arditi fra tutti, attraversano l’Oceano su di un guscio di noce; eroici senza saperlo, tutti i giorni realizzano per economia più di quanto non fece Cristoforo .

Ultimamente una nave inglese ha incontrato in mare aperto, a metà strada tra l’Europa e l’America, un piccolo battello con un equipaggio di appena tre uomini, che, filosoficamente, ridotto al minimo, attraversava anch’esso l’Oceano.

Si comunica con il portavoce, lo si fa accostare. L’Inglese a stento crede ai propri occhi. Lo indica ai suoi connazionali dicendo:

«Solo i Genovesi sanno correre simili rischi sul mare»”.

Cit. (1798-1874) storico francese.

Foto di Danilo Lo Re.

“Genova vista dal mare”…

vista dal mare è una delle cose più belle che si possano vedere al mondo.
La città si innalza in fondo al golfo, come se uscisse dai flutti, ai piedi della montagna.

Lungo le due coste che si arrotondano intorno a lei per racchiuderla, proteggerla e accarezzarla, vi sono quindici cittadine, serve e vassalle, che riflettono nell’acqua le case dai colori chiari. A sinistra della loro grande patrona ci sono Cogoleto, Arenzano, Voltri, Pra, Pegli, Sestri Ponente, San Pier d’Arena; a destra, Sturla, Quarto, Quinto, Nervi, Bogliasco, Sori, Recco, Camogli, ultima macchia bianca sulla punta di Portofino, che chiude il golfo a sud est”.

Cit. .

Tempesta dietro il Faro

, al nostro entrarvi, sì e no visibile in un crepuscolo foriero di tempesta, con i lampi che balenavano dietro il Faro e le navi che rollavano paurosamente sull’onda lunga del golfo. Eccomi di nuovo, dopo sette anni, a contemplare da sopra queste balconate di marmo il golfo di , ma con più pena che piacere: molto di entrambi. Vi sono alcune belle imbarcazioni all’ancora in porto (…..) e il cielo è marezzato da linee luminose di frammenti di nuvole, rottami di una tremenda tempesta che mi ha svegliato prima dell’alba, abbattendosi con fragore lungo la stretta via oltre la mia finestra: la pioggia, da quel momento, è caduta a cateratte”.

Cit. .

Alle spalle della Lanterna incombe minacciosa una .

Foto dal web del 7/11/2019

“Come una piccola grande muraglia cinese”…

“Chi vuole vedere quanto è bella la campagna negli immediati dintorni di deve salire, in una giornata serena, in cime al monte Faccio (Fasce) o, almeno, fare una cavalcata intorno alle mura della città che è un’impresa molto più facile da compiere.

Non c’è panorama più bello e più vario delle mutevoli vedute del porto e delle valli dei due fiumi, la Polcevera e il Bisagno, da quelle alture lungo le quali sono costruite le mura, poderosamente fortificate, come una piccola grande muraglia cinese”.

Cit. Charles Dickens

Il forte Tenaglie domina le due valli Polcevera e Bisagno.

Foto di Leti Gagge.

“E tu Genova, gloriosa te ne stai”…

“E tu, , gloriosa te ne stai. Oggi la tua repubblica si adorni di nuovi, vivaci colori, perché, fra i tanti tuoi eroici e intraprendenti capitani,  è fra i migliori.

Ora il mai visto orizzonte degli Indiani d’Occidente, si può ammirare qui, in Spagna, come dalla sommità d’un’alta montagna”.

Cit. .

Foto di Agnese Barbara Cittadini.

Avere niente e sentirsi padroni…

“Giro per le strade di , è la mia città. Voi gente normale non potete apprezzare cosa si prova ad essere come me, a non aver niente e nello stesso tempo sentirsi padroni”.

Cit. Bruno Lauzi

… pensiero che non è poi molto diverso dai versi del cantore napoletano Pino Daniele quando racconta della sua terra…

“Chi tene ‘o mare
cammina see’a vocca salata
chi tene ‘o mare
‘o sape ca è fesso e cuntento.
Chi tene ‘o mare ‘o ssaje
nun tene niente…”.

Mareggiata a Boccadasse foto di Leti Gagge.